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Il Veneto non se ne andrà dall’Italia. Ma l’Italia dal Veneto

di ALESSANDRO TOSELLO

Ormai è palese che lo stato italiano e quindi tutti gli esecutivi che si sono succeduti sino ad oggi  “tirano a campare”, governicchiano, ormai nell’impotenza più totale. I governi raccontano di fantasiose riforme liberali necessarie ed urgenti per l’economia, ma faticano ad introdurle.

I partiti italiani, sia a destra, di centro, di sinistra che la Lega Nord si stanno disintegrando. Attorno a loro vi è un vuoto singolare. Ecco perché i veri movimenti Indipendentisti devono approfittarne devono imporsi anche con azioni forti. Le condizioni migliori per lo scoppio della tempesta perfetta stanno maturando. I tagli alla politica, Senato, e alle province sono bazzecole, poca cosa, appare quindi ovvio aspettarsi in un prossimo futuro qualche maxi-manovra. Di certo, come sempre, saranno le tasse a farla da padrona, nonostante l’aumento dell’IVA e la non rimozione dell’IMU, rimpiazzata dalla stangata TASI, gli aumenti delle accise sulla benzina per citarne alcuni, il tutto senza toccare la spesa pubblica, anzi. Prendiamo le previsioni di stima della nuova service tax, questa raccoglierà €2-3 miliardi, ma il dicastero promette tagli al cuneo fiscale sul lavoro per un ammontare pari a €10 miliardi (anche qui qualcuno vola con la fantasia). Poi il solito vizietto italiano di introdurre le una tantum sulle varie privatizzazioni e dismissioni di asset pubblici, come sempre fatti all’italiana, ovvero in maniera allegra. Non dimentichiamo poi Legge di Stabilità voluta dai partiti italiani, che avrebbero dovuto imprimere una svolta all’economia italiana, ma il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Al contrario il Sig. (Premier è eccessivo) Renzi e il suo illustre esecutivo, sono assolutamente convinti sull’imminente svolta nelle fortune economiche di questo paese tenuto assieme con le promesse. Purtroppo per loro non siamo a Fantasilandia. E sono certo che il peggio debba ancora venire. Gli elementi ci sono tutti e i dati economici evidenziano che non ci sarà nessuna ripresa imminente. Al contrario ci aspettano invece anni di sacrifici, lacrime, sangue e di non crescita, insomma un déjà vu che si ripete da decenni.

Tutti i partiti politici italiani emanano odore di stantio, tanta stanchezza e inerzia. E noi Veneti ormai ne abbiamo preso coscienza. Ecco perché crescono i germi dello scontento e della voglia di riscatto della nostra amata Repubblica Serenissima di San Marco. I nostri sentimenti sono perfettamente espressi da molti movimenti Indipendentisti che premono per l’indipendenza del Veneto. Non sono i classici partitini creati da cittadini filo-italiani con il solo fine della poltrona e dei palazzi romani. Questi movimenti Indipendentisti sono invece espressioni autentiche, frutto del ritrovato patriottismo Veneto e della propria consapevolezza di non essere mai stati italiani.

Ovviamente tutti i media italiani non ne parlano e quando lo fanno minimizzano e ridicolizzano i Veneti, associandoli ai riti dell’ampolla della Lega Nord. In questi giorni, a dimostrazione di quanto diano fastidio sono stati definiti da alcuni benpensanti come una “scorreggia nello spazio”. Evidentemente sia la stampa che il governo italiano non hanno capito che nascondere il problema non aiuta a risolverlo. Meglio, perché proprio questa tempesta perfetta in arrivo creerà le condizioni ottimali per giungere alla tanto agognata Indipendenza. La politica nazionale italiana, è imbrigliata nel peggior trasformismo che si sia mai visto, basti pensare che attualmente il patito più vecchio della repubblica italiana è la Lega Nord. I Partiti politici, sono tutti molto distanti dal bisogno reale del popolo italiano, figuriamoci di quello Veneto. I  movimenti Indipendentisti sono incoraggiati dal popolo, proprio perché rispecchiano innanzitutto e prioritariamente un desiderio fondamentale di libertà, liberi dall’oppressione e dalla tirannia dello Stato italiano. Sanno bene fin d’ora che lo Stato reagirà quando si sentirà minacciato (per esempio: se riusciranno ad imporre uno sciopero delle tasse). Ormai stanchi di essere depredati, non solo fiscalmente, dallo stato che è stato solo in grado di cancellare progressivamente l’identità del popolo Veneto, relegandone la storia a quattro paginette sulle Repubbliche Marinare, per riempirlo di immigrazione e criminalità, questa si ben organizzata. A dar man forte all’indipendenza saranno tutti i Veneti di ogni ceto, lavoratori, imprenditori, pensionati che trovandosi dinanzi ad un bivio nel prossimo futuro si troveranno dinanzi ad una scelta, subire o ribellarsi. Ecco perché tutto il popolo Veneto alla fine agirà contro il giogo dello Stato italiano.

Allo stato italiano con il referendum di Plebiscito.eu è giunto un segnale chiaro, i Veneti rivogliono la loro libertà sottratta con l’inganno nel 1886 attraverso un referendum truffa. Questa voglia di libertà, si sta impregnando di spirito rivoluzionario, ecco perché lo spirito Indipendentista coinvolge tutti i ceti sociali. E perché persone fino a ieri assopite si sono attivate contribuendo fattivamente al percorso che porta all’Indipendenza del Veneto. I Veneti  hanno capito che tornando ad essere una Repubblica libera e sovrana, potranno godere di una vera felicità e benessere e che tutti assieme creeranno quindi una degna società civile.

La ribellione quindi è alle porte. Io auspico una via indipendentista pacifica, anche se il popolo Veneto è stanco di aspettare. Il teatrino dei patiti politici, compreso il partito della Lega Nord ormai colluso da tempo con lo stato centrale italiano non ci interessa più. Gli Indipendentisti Veneti, Tirolesi e di tutto il Friuli Venezia Giulia stanno prendendo coscienza della loro identità è quelli che prima erano solo degli schiavi relegati nelle colonie italiche stanno per rompere le catene e riprendersi la libertà.

In conclusione, non è il Veneto che se ne andrà dall’Italia, ma sarà l’Italia ad andarsene dal Veneto.

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21 Comments

  1. Per chi fosse interessato a comprendere meglio le istanze Indipendentiste del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e del Tirolo può trovarmi alla pagina Facebook: Alessandro Tosello Laura Ioan

  2. Indipendenza?, magari anche subito ma dobbiamo renderci conto che senza il mitra non si ottiene nulla.
    Col percorso democratico non si va molto lontano, al di là dei soliti slogan e proclami, nonchè delle nostre sacrosante richieste sempre inascoltate.
    Se credete che Roma molli l’osso di sua spontanea volontà, vuol solo dire essere ingenui.

    • La Storia insegna che le secessioni non sino sempre accompagnate da una guerra. Di conseguenza il Veneto potrebbe liberarsi senza violenza, semplicemente nutrendosi del declino politico dell’Italia unita. chi vivrà vedrà.

  3. Penso che l’Italia sia in rotta di collisione con la fattispecie giuridica di: ” STATO FALLITO.”

    Saremo comunque in balia di forze esterne come USA e EU. Il caso F35, è la dimostrazione palese di questo fallimento.

    Il plebiscito del 1866 (erronea la data di chi scrive l’articolo) è stato un inganno solo sulla carta, ma i veneti non analfabeti ( e di censo), con controllo economico dell’epoca ( spesso ebrei e massoni…se non tutti), volevano essere italiani dal 1848 ( basta leggere il carteggio di Daniele Manin, tra l’altro fondatore del Comitato Nazionale Italiano a Torino).

    Io capisco, che per i veneti il passatempo del revisionismo storico è un passatempo che cerca di sublimare, il peccato originale del 1797, ma la storia e le fonti, raccontano un’altra storia. Se poi basta concludere che è tutta carta igienica, storia scritta dai vincitori ecc…ecc…. ritorniamo di nuovo all’ancestrale analfabetismo veneto.

    Io non tifo per l’Italia, ma articoli come questo sono solo proclami per andare a letto serenissimi alla notte e svegliarsi schiavi italiani il giorno dopo ….subendo.

    A questo punto, di solito la gente leggendomi mi dice….e tu, che proposta hai ?

    Ecco, è proprio questo l’inganno, siete diventati tutti sicuri delle vostre forze nel consenso, da aver dimenticato Dio. Quindi come gli ebrei in Egitto, dovete subire….popolo di caproni attaccati ai soldi ed ai capannoni (chiusi).

    • sembra che a Lei piaccia avere in casa dei caproni
      chi glielo fa fare a convivere con dei caproni?
      mi sa che anche Lei cominci seriamente a farsela sotto se noi riusciremo ad andarcene.
      Vede, all’inizio ci ignoravate, poi ci deridete, dopo ci attaccherete, ma noi vinceremo.
      WSM

    • Da quello che ha scritto invece mi verrebbe da chiederle non tanto “e tu che proposte hai..?”, quanto “e lei nella vita di cosa campa, signor Pegoraro dè Pegorari..?”

      Non mi dica di soldi e di capannoni però..

  4. Vorrei poter partecipare da toscano. È possibile? Alcune cose che non mi sono chiare e che sono per me difficili da spiegare quando sostengo le vostre/mie tesi. Al momento che finalmente otterremo l’indipendenza anche monetaria quale moneta adotteremo? Penso no alla lira, perciò ritorniamo ai ducati, sesterzi, a quale moneta insomma? E le aziende che hanno filiali su tutto il vecchio territorio italiano come fanno a lasciare gli utili su questo o quel territorio? Grazie per l’attenzione

    • Perché non vieni a Firenze il 12 aprile verso le cinque all’Hôtel Lorena in via Faenza 1, per parlarne con altri della tua stessa specie?
      Toscana Stato ti aspetta. Poi da cosa nasce cosa…

  5. Concordo sull’analisi economica.
    Da Monti in avanti non è stata presa una che sia una sola azione per migliorare la situazione.
    La crisi è originata dalla mostruosa pressione fiscale che ha eliminato i consumi e la domanda interna e rese non competitive le nostre aziende nei mercati internazionali, il tutto con l’aggravante degli stipendi fermi al 2002 (introduzione euro) e prezzi raddoppiati. Un tempo chi guadagnava due milioni al mese stava bene, oggi con 1000 euro non arriva alla fine del mese.
    Il fatto che al di là dei proclami, dei giochi di prestigio, nulla viene fatto per ridurre la pressione fiscale, il corollario è la pari riduzione della spesa pubblica, la dice lunga su quello che ci aspetta. Se la situazione fosse brutta ma stabile, si potrebbe ipotizzare la possibilità di una soluzione. Il fatto che invece la situazione sia brutta ed in continuo peggioramento, chiudono le aziende, aumenta la disoccupazione, calano i consumi, la spesa pubblica immobile incide sempre più su un PIl in diminuzione. Questa spesa pubblica per essere coperta richiede una sempre maggiore tassazione o debito pubblico che a sua volta fa peggiorare ancora la situazione. Un circolo vizioso. Il fatto che in Europa si ripeta che l’italia debba rispettare gli impegni ma nulla viene detto sul fatto che con questa spesa pubblica la cosa è impossibile ci fa capire quali siano gli impegni presi: l’italia deve pagare la quota di debito pubblico in mano alle banche tedesche e francesi, per evitare un effetto domino, fatto quello allora sarà libera di fallire, uscire dall’euro, dall’unione europea.
    Ora con queste premesse che l’italia rinunci ai soldi di Veneto, Lombardia e Piemonte, mi pare improbabile, è pur vero che basterà aspettare, una maximanovra dopo le elezioni europee è inevitabile, bisogna vedere come reagirà la gente, specie perhcé con una probabile debacle di PD. Forza italia e NCD il ritorno alle urne sarà inevitabile. A fine anno le banche italiane dovranno restituire i soldi del Ltro, forse sarà rinnovato altrimenti saranno dolori, il prossimo anno si devono trovare i soldi per il Mes ed il fiscal compact, cosa impossibile.
    Quindi lo scenario è il fallimento dell’italia, impossibilità di pagare gli interessi sul debito pubblico e se questo non sarà ancora passato tutto in mani italiane, allora di pagare stipendi pubblici e pensioni. Dubito fortemente che l’italia abbia i soldi per mandare i carri armati in padania, le eventuali azioni militari saranno solo simboliche.

  6. Cominciate con qualcosa di più terra-terra.

    Per esempio la dichiarazione di regione a statuto speciale e la regionalizzazione dei concorsi pubblici.

    Chi vive di ricordi e di dichiarazioni non va molto lontano!

  7. Articolo circostanziato e che coglie bene la situazione. Mi lasciano tuttavia basito (si usa tanto tra i politici italiani questo aggettivo) le considerazioni finali. Mi riferisco alle frasi in grassetto: “Allo stato italiano con il referendum di Plebiscito.eu è giunto un segnale chiaro” e “La ribellione quindi è alle porte”. Si insiste nel dire che il referendum digitale sia stato un segnale, togliendogli quindi tutta la sua efficacia concreta. Lo sarebbe stato se avesse votato qualche migliaio di persone, ma più di due milioni di veneti, ovvero la netta maggioranza, avendo dichiarato di voler riportare in vita la Repubblica Veneta, non hanno dato un segnale ma l’hanno di fatto concretamente fatta risorgere. Vox populi vox Dei. E la ribellione non è alle porte ma è in atto, pacifica, silenziosa, ma è in atto. La Repubbica Veneta, come l’araba Fenice, è risorta dalle sue ceneri.

  8. “schiavi relegati nelle colonie italiche stanno per rompere le catene e riprendersi la libertà”. E per frasi come queste che non sarete mai credibili anche agli occhi della maggioranza dei veneti, che sono persone serie, amichevoli, equilibrate. Lo scrivo da amante del Veneto.

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