IL “TROTA” HA PARLATO: NON ESISTE IL “CERCHIO MAGICO”

di TONTOLO

E’ riapparso! Altro che Tamigi, il “trota” stava solo studiando la velina che qualche scherano del “Cerchio sbifido” gli ha scritto, dopodiché s’è presentato ai giornalisti col comunicato ufficiale che la “voce del padrone” gli ha passato sottobanco.

«Seguiremo le scelte del segretario federale. Non abbiamo paura di lasciare le poltrone», ha tuonato il “Renzo travaglino”.

Il figlio del “capo” ha parlato! Viva il figlio del “capo”. Dopo le sortite del senatur, che la scorsa domenica in piazza Duomo ha minacciato di togliere l’appoggio alla giunta di Roberto Formigoni se il Pdl dovesse continuare a sostenere Monti, il pesce non è rimasto muto: «Rischiamo anche in Piemonte e Veneto? – ha detto durante una seduta del consiglio regionale – Non è un problema. Come non c’è un problema di posti qui per la Lega non c’è neanche in Veneto e Piemonte».

Appena vede un microfono, il “trota” scioglie la lingua biforcuta: «La questione è politica e morale – ha detto alla stampa – La questione politica è che non possiamo rischiare di sostenere un governo in Lombardia che sostenga a Roma il governo Monti, un governo che sta attaccando la nostra gente, i lavoratori di tutto il Paese. La questione morale è che ci sono stati troppi arresti».

Gli avran detto che la sua nume tutelare, Monica Rizzi, ha qualche problema con la giustizia in questo momento? Oppure che un consigliere regionale del pavese, leghista pure quello, è indagato per associazione mafiosa? E che sue padre ha due condanne passate in giudicato?

Che dire della salva di fischi ricevuti da paparino domenica? Per Renzo erano diretti al governo, mica a Bossi. Volete sapere con quali argomenti lo dimostra? «Secondo me – ha sostenuto il delfino di casa reale – non erano in sincrono il video e l’audio». Ecco, colpa della Rai, riempita di leghisti che manco sanno montare un servizio.

A chi gli parla del “cerchio magico” lui risponde seccamente: «Non c’è nessun cerchio magico». Ha ragione: i cartelli che c’erano in piazza Duomo lui non li ha visti, stava sotto il palco con le spalle rivolte al pubblico, mica ha gli occhi sulla nuca. Quando qualcuno, però, gli fa notare che c’erano, forse gli ha mostrato le immagini (senza audio), Renzo non si è scomposto: «I militanti se hanno scritto cartelli (pregasi notare la congiunzione dubitativa “se”) – hanno sbagliato. Si sono fatti influenzare dai media che continuano a giocare su questo tema. Chi conosce mio padre – ha sottolineato – sa che ha la testa dura e quando deve decidere fa le scelte da solo. Non si è mai fatto influenza da nessuno. Non c’è cerchio magico che possa influenzarlo».

Dipende caro “trota”, chiedi a paparino dove sta mammà!

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