Il Ticino fa una pernacchia all’Expo. Il referendum dice NO!

di ELSA FARINELLImaroni expo

Il Ticino ha deciso che non spenderà un franco dei contribuenti per partecipare all’Expo. Se proprio qualcuno ci vuole andare, il Cantone cerchi sponsor privati, ma non lo faccia con i soldi dei cittadini. Con “Fallitalia”, avevano detto i promotori del quesito, non ci vogliamo immischiare.

E così è stato.  “Questa decisione non è una sorpresa, devo dire che è comunque onorevole” ha commentato il consigliere di Stato Manuele Bertoli dopo il No secco al credito di 3,5 milioni di franchi per l’Expo 2015, respinto dal 54,51% dei ticinesi che hanno accolto il referendum della Lega dei Ticinesi.

“In più c’è una parte di popolazione che ha votato di no sapendo che esisteva comunque il piano B per andare a Milano con il sostegno dei privati”.

Che il Cantone cercherà di far capo maggiormente ai contributi dei privati piuttosto che attingere al fondo Swisslos lo si capisce da sé, ha lasciato intendere il presidente del Governo.

Immaginiamoci anche solo per un attimo se anche i lombardi o gli altri contribuenti avessero potuto dire la loro su come investire i miliardi per l’Expo. Davvero porterà posti di lavoro? E per chi?

 

 

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