Il terrore uccide libertà. E l’indipendenza

Kobane-Isisdi MARCELLO RICCI –  E’ riduttivo considerare l’Isis il braccio armato del fondamentalismo islamico anche se i presupposti per questa catalogazione ci sono tutti.

Il “Libro”(Corano) è immodificabile, non interpretabile e inanella versetti con cui condanna  a morte gli infedeli; gioca a loro favore il fanatismo di chi li accetta pedissequamente  e l’inerzia  di  li recepisce in senso critico , ma tace. L’interesse di commerciare con l’Isis comprando petrolio fuori mercato e vendendo armi senza prevederne l’uso  completa il quadro. Il presidente Turco  usa l’Isis per combattere i Kurdi , fingendo di colpire l’Isis stesso. Erdogan, da fondamentalista, vuole essere il cavallo di Troia per islamizzare l’Europa, colpisce e massacra i kurdi, spina nel suo fianco. I kurdi, circa 70milioni,  come gli ebrei sono un’ etnia molto chiusa e non meticciata ; vivono , oltre che in Kurdistan,  anche in Turchia, Siria e Iraq. La loro visione religiosa è ampia, sono prevalentemente musulmani sciiti, ma consistenti gruppi sono cristiani e vi sono minoranze di yazidi, zoroastriani, alevi, ebrei, sarayi, bajwan, madeie  e shabak sarli.

La questione territoriale kurda è ancora attuale, perché non risolta dal trattato di Londra del1913 e dai successivi. I kurdi , particolarmente in Turchia , subiscono ancora oggi pesanti discriminazioni.

La lotta all’Isis, che vede schierati in modo diverso gli stati occidentali, è pretesto per Erdogan per colpire il popolo kurdo. Il miope occidente invece di affidare ai kurdi il compito di combattere la criminale politica dell’Isis, tace sulle azioni militari dei turchi contro i kurdi presenti in Turchia e Siria. Altri idioti  continuano a comprare petrolio dai sunniti e a vendere loro armi. Intanto l’Isis  ha paralizzato metropoli come Parigi, Milano, Roma che languono nel timore dell’attentato del giorno dopo.

Si può vivere normalmente senza abbassare la guardia. Il terrorismo si combatte  continuando a vivere come sempre, anche se si vigila e si è  pronti ad intervenire. Se la vita non riprenderà subito  il ritmo consueto, sarà l’Isis ad aver vinto la prima battaglia. Il terrore uccide libertà e indipendenza.

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