Il suicidio dell’Europa 4/ Il leader buddista: se siamo deboli la nostra terra diverrà musulmana

di ALDO MOLTIFIORIbuddha_amitaba_06

Gli schermi televisivi di tutta Europa ci mostrano immagini di colonne immense di migranti (invasori si dovrebbero chiamare) che premono ai confini di Ungheria, Croazia e Slovenia. Ma da quegli stessi schermi sono state rimosse quelle che mostrano gli stessi “migranti” urlare in massa il vecchio grido “Allah Akbar! Non è certo l’atteggiamento di chi viene a chiedere asilo politico per ricostruire una nuova vita di speranza e di benessere in un paese dai valori  dai principi così radicalmente diversi da quelli di cui sono portatori.

Consideriamo che nel mondo islamico non ha  alcun diritto di esistenza il concetto di “Laicità, ovvero o si è islamici o si è miscredenti o si è apostati, ossia credenti islamici che hanno abiurato la loro fede. Nella Umma, così si chiama  la comunità islamica, non vi è posto né per i miscredenti, né per gli apostati a loro è riservata o la conversione forzata o la decapitazione. Provare per credere; in Arabia Saudita è proprio di questi giorni l’ultima condanna alla decapitazione di Mohammed Al  Nimr, sostenitore laico dei diritti umani! In quel Paese rigorosamente musulmano sotto la scure del boia per gli stessi motivi sono finite oltre 2000 persone!

Si deve pertanto ritenere che anche coloro, fra la moltitudine di profughi-invasori, che non sono dichiaratamente ostili o jihadisti, ma comunque rigorosamente musulmani, l’assimilazione o l’integrazione nei valori dell’Occidente laico e democratico, dove i diritti umani sono l’unico metro di misura per la convivenza civile, è del tutto impossibile.   Anzi, anche fra di loro quelli deboli, ossia donne e bambini, in particolare all’interno delle famiglie, continueranno a subire gli abusi di sempre e in quell’enclave la legge islamica continuerà ad essere l’unico riferimento di legalità con buona pace degli stolidi occidentali. Infatti tutti gli attentati terroristici perpetrati in Occidente si devono a cittadini europei figli di immigrati musulmani, nelle cui famiglie si è continuato praticare una rigorosa educazione islamica con la conseguente preminenza del Corano rispetto alle Leggi del Paese ospitante.

E, questo è esattamente  a ciò a cui  Urban, il Primo Ministro Ungherese, si riferiva quando ha affermato “non ci piacciono le conseguenze che derivano dalla presenza di una gran quantità di comunità islamiche in altri paesi della Unione Europea o comunque altrove nel  mondo occidentale”.

E quando si riferisce ad “altri Paesi”non si limita all’Europa o alle Americhe. Per esempio si può citare anche il Myanmmar (Birmania) dove le minoranze non indigene di fede musulmana sono le protagoniste di  ogni violenza fino al rapimento e alla distruzione. La risposta della maggioranza buddhista, sebbene non violenta come è nella sua filosofia, è stata  quella della nascita di un forte sentimento di anti islamico, il quale come al solito, dagli stolidi media occidentali, è stato classificato sotto il nome di islamofobia.

ll leader buddhista Ashin Wirathu, – del quale la rivista TIME ha dedicato una prima pagina con il titolo “La faccia del terrore buddhista” paragonandolo addirittura al famigerato BIN LADEN, – che si oppone fermamente alla presenza dei musulmani in Myanmar ha più volte affermato: “Si può essere pieni di gentilezza e amore, ma non si può dormire indifesi a fianco di un cane impazzito” e in modo ancor più esplicito ha proseguito. “Io li chiamo terroristi perché sono terroristi”   Proprio a ricordo dell’Ungheria di Urban il Leader buddhista Wirathu mette in guardia il suo Paese “Se noi siamo deboli, la nostra terra diventerà musulmana”  Il tema della canzone del partito che ha fondato così recita di quella gente (i musulmani) “Vivono nella nostra terra, bevono la nostra acqua e sono nostri nemici,  Noi, se necessario, costruiremo un muro con le nostre ossa per respingerli”.

Sempre in linea con quanto affermato da Urban il manifesto di Wirathu dice “Myanmar sta fronteggiando il più pericoloso e letale veleno capace di annientare ogni forma di civiltà”

Di fronte a tali legittime preoccupazioni cosa risponde ilNYT, il grande giornale di New York? Con lo scherno e la derisone affermando “Il Buddhismo sembrerebbe avere un posto sicuro in Myanmar nove persone su dieci sono buddhisti…..Le stime  ci dicono che la minoranza musulmana varia tra il 4 e l’8%”. Bisogna proprio dire che New York ha già dimenticato l’11 settembre! Così come l’oblio impera sovrano a Parigi, Madrid, Londra o nella Roma Papalina. Giustificare la presenza dei musulmani in Paesi non musulmani sulla base che la loro esigua minoranza, così come fa il Washingrton Post a  proposito della esigua presenza musulmana in Ungheria,  non sia un problema è l’anticamera della maledizione, altro che normalità come si vuole sostenere.

 

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