Il sindaco Sala scopre l’acqua calda: le città virtuose versano di più e ricevono di meno. E adesso, che intenzioni ha?

“Della buona performance di Milano ne hanno tratto beneficio i milanesi ma anche molto il Paese”. Lo ha sottolineato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando della situazione finanziaria del Comune prima e dopo la crisi dovuta al Covid in Consiglio comunale, che e’ dedicato al bilancio. In aula sono presenti anche alcuni parlamentari lombardi di centrosinistra e centrodestra. “E’ importante che siate qua oggi, perche’ c’e’ qualche perplessita’ sull’azione del governo. Sono molte settimane che cerchiamo di discutere io e i rappresentanti della giunta pero’ il tempo passa e non siamo riusciti ad avere nessuna risposta”, ha aggiunto Sala parlando dell’aiuto economico che servirebbe al Comune da parte del governo per chiudere i conti. Secondo il sindaco dopo il Covid Milano “ha una situazione piu’ delicata rispetto ad altre citta’. Qui c’e’ un paradosso perche’ le citta’ piu’ virtuose che generavano entrate extra tributarie ora pagano un pegno maggiore e sono in difficolta’”. Infine Sala ha parlato del meccanismo perequativo che alimenta un fondo di solidarieta’ tra i Comuni italiani ridistribuendo le somme dell’Imu, in modo che alcuni Comuni non vengano penalizzati. “Con questo meccanismo da molti anni Milano registra una penalizzazione rilevante, questo nella misura di 130 milioni. Nel dare e nell’avere abbiamo un negativo di 133 milioni – ha concluso Sala -. E non ce ne siamo mai lamentati, non lo faremo nemmeno oggi perche’ e’ un meccanismo che ha la sua rilevanza”.

Se calcoliamo il residuo di tutto Nord, caro sindaco, altro che 133 milioni. Facciamo anche 120 miliardi.

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