Il Senato taglia i deputati (ma non i senatori): una vera presa in giro!

di TONTOLO

Da ieri tutti i mezzi di informazione allineati al potere imperante ci stanno fracassando i cosiddetti con la storiella del taglio dei deputati. In generale il titolo dominante è questo: Il Senato taglia i deputati da 630 a 508.

Come scrivono i miei amichetti de I Segreti della Casta “è’ solo un grande e inutile spot pubblicitario della casta che spera ancora nell’ignoranza generalizzata, dimenticando che internet permette di veicolare alcune informazioni che loro invece tentano in modo goffo di nascondere. Essendo il provvedimento inserito all’interno di un progetto di riforma costituzionale, l’approvazione in prima lettura da parte di un ramo del parlamento significa praticamente nulla o poco più.
Dovranno essere votati i restanti articoli, compresi quelli spinosi sulla riforma semi-presidenziale e sulla legge elettorale dove attualmente non esiste alcun accordo politico. Poi il provvedimento dovrebbe passare alla Camera, dove i deputati dovrebbero autotagliarsi le poltrone (i senatori hanno tagliato i seggi della Camera, ma hanno bocciato gli emendamenti riguardanti il taglio dei seggi al Senato). Poi il provvedimento dovrebbe tornare in seconda lettura (essendo una riforma costituzionale, c’è bisogno della doppia votazione da parte di entrambi i rami del parlamento sul medesimo testo) al Senato e poi ripassare un’altra volta alla Camera, senza che alcuna correzione o emendamento venga inserito. E’ UNA GRANDE PRESA PER IL CULO (E SCUSATE IL TERMINE)!!
Litigheranno alcuni mesi e intanto la legislatura volgerà al termine, senza che nulla sia cambiato e così torneremo anche a votare con la legge elettorale attuale, il cosiddetto PORCELLUM che tanto piace alla Casta perchè gli consegna un parlamento di nominati e non di eletti”.

Sottoscrivo in pieno: è solo una presa per i fondelli e i primi a cascarci sono quei militonti leghisti che plaudono al Senato federale. A parte che il Senato federale prima di nascere deve passare lo stesso percorso e quindi non vedrà mai la luce, ora consentitemi una domanda: voi che siete nati per fare la rivoluzione, siete ridotti ad esaltarvi per una sigla senza contenuto, che persino il vostro futuro capo Roberto Maroni ha sconfessato? Ahi, ahi che triste parabola…

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