Il segreto bancario? Vivo e vegeto… Ipocrisia nelle banche elvetiche

segreto di ELSA FARINELLI

Fatta la legge, trovato l’inganno. E quando si tratta di soldi, la gabola si trova sempre.

In altre parole, il segreto bancario gode ottima salute e, con lui, l’evasione fiscale che a livello internazionale sta benissimo. Nell’ultimo lavoro dell’economista francese Gabriel Zucman, si dimostra che tutto è possibile e che gli stati agiscono senza temerarietà.

“Circa l’8% dei patrimoni finanziari mondiali, pari a una somma di 7600 miliardi di dollari, si trova in oasi fiscali, è un record di tutti i tempi”, afferma in un’intervista pubblicata dalla “WochenZeitung” l’autore che è anche docente alla London School of Economics. “Nella sola Svizzera si trovano 2400 miliardi, pure un primato”. Si difendono insomma ancora bene gli svizzeri e la cosa non è sfuggita alla stampa ticinese, Il Corriere del Ticino in particolare, subito pronto a rimarcare le contraddizioni del sistema bancario.
“Rilevo ipocrisia da parte delle banche svizzere, che ci vogliono far credere che oggi sono pulite”. In altre parole, “Mostrateci i dati, se volete convincerci. Se le statistiche dimostrano che l’evasione è in calo, sarò il primo a rallegrarmi. Ma i dati attualmente disponibili dicono qualcosa di diverso: i patrimoni stranieri in Svizzera continuano ad aumentare”. Alla faccia, insomma.
Nel lavoro di Zucman, “La Richesse cachée des nations” (tradotta anche in tedesco), i paradisi fiscali sono in espansione, soprattutto Hong Kong e  Singapore.
“Per i clienti solo moderatamente ricchi il segreto bancario sta invece effettivamente morendo: lo scambio automatico con gli Usa è quasi realtà ed entro la fine del decennio lo sarà anche probabilmente con l’Ue”, annota poi la stampa svizzera, le banche svizzere non sono più interessate a clienti stranieri con un paio di centinaia di migliaia di franchi”. I pesci grandi trovano sempre mercato, i piccoli risparmiatori che vogliono mettere al riparo le loro fatiche, hanno più difficoltà.
Tutto evolve, anche nel mercato dell’evasione, attraverso società di comodo, trust, fondazioni. Si pensi che  il 60% dei patrimoni stranieri in Svizzera è gestito attraverso questi costrutti, afferma l’economista. “Le banche continuano a guadagnare soldi facendo qualcosa che, per la gran parte della popolazione, risulta essere dannosa, anche in Svizzera: per fermarle occorre un’opera di deterrenza, perché gli affari con i soldi non tassati rimangono ancora troppo attraenti”.

 

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2 Comments

  1. Bravo Gabriel Zucman! Era ora, finalmente un economista serio che dissolve il velo dei presunti primati elvetici, studiando ed evidenziando le ignobili porcherie delle banche e dello Stato svizzero, patria ,da oltre un secolo, del peggiore crimine finanziario mondiale, omertosamente occultato dalla classe dirigente rossocrociata con il continuo spot della Svizzera “onestissima, democratica pacifista e neutrale”, spot necessario per consentire a questo Paese di riciclatori e di ricettatori di continuare ad intercettare migliaia di miliardi sporchi, provenienti da crimine , narcotraffico ed evasione fiscale.

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