Il Robin Hood di (T)Arona non ruba solo ai ricchi. Ma a tutti

di TONTOLO

In Lega ci sono i “barbari sognanti” (ma quando si sveglieranno?), i “cerchisti” e il cosiddetto “terzo polo”, composto dai “roberticì” e loro palafrenieri e da tutta quella zona grigia di furbastri che non hanno ancora deciso da che parte stare o far pendere la cadrega. In questo limbo di taia-medega c’è quasi tutto l’apparato del Piemonte, in mezzo al guado, ai guai e agli strapuntini assieme al suo segretario-presidente-patron-governatore e ras.
Uno degli esemplari più interessanti di questa fauna di difficile collocazione darwiniana è il brillante sindaco di Arona. Grande collezionista di incarichi e gettoni, fraterno amico e sodale del Cota e del Giorgetti (straordinario caso di collaborazione interregionale) il Nostro (all’anagrafe Alberto Gusmeroli) si è scatenato nelle ultime settimane in una sua personalissima esibizione di federalismo creativo, di autonomismo declinato ai più accorati livelli degli affetti famigliari. Per prima cosa ha nominato assessore suo fratello, roba da Raul Castro. Bloccato perché la cosa è evidentemente contro la legge, si è trincerato dietro un “non lo sapevo”. Avrebbe potuto buttarla in politica dicendo di aver voluto mostrare ideologico spregio per l’Italia e le sue norme, ma la cosa non sarebbe andata d’accordo con il suo granitico patriottismo tricolore. Ha solo finito per fare la figura un po’ mediterranea del “tengo famiglia”. Ognuno ha il suo trota.
Poi si è dedicato con frenesia a ripianare i bilanci dissestati della città. Come? Inventandosi una “Zona a Traffico Limitato” (ZTL) dagli strani confini, dalla scarsa segnalazione e dagli orari “fantasiosi”. In pochi giorni ha recuperato molte centinaia di migliaia di Euro (a 90 Euro al botto) scatenando la furiosa protesta di cittadini e commercianti. Nei paesi civili le zone riservate sono super segnalate con enormi cartelli, cambi di pavimentazione o addirittura cancelli e colonnine mobili: ad Arona hanno messo dei cartellini che sembrano le righe basse dei pannelli per il controllo della vista. Risultato: una valanga di soldi. Questo è vero autonomismo creativo: scopriamo così che erano campioni di federalismo anche tutti quelli che – nascosti dietro a un muro – balzavano fuori a chiedere un pedaggio o che – dentro boschi e foreste – assalivano i viandanti per ciular loro la scarsella. Il Robin Hood di (T)Arona non ruba ai ricchi per dare ai poveri: è molto più democratico, ruba a tutti.

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