IL RADUNO DEGLI ALPINI A BOLZANO: CHE C’E’ DA GIUBILARE?

di RODOLFO PIVA

L’85° Raduno degli Alpini svoltosi a Bolzano dall’11 al 13 maggio 2012 mi spinge ad una considerazione un po’ triste perchè, onestamente, non vedo cosa ci sia da giubilare, sventolare bandiere (tricolori), medaglieri e labari.

Fermiamoci un momento a ripensare i fatti della storia (quelli cruenti) che hanno visto protagonisti i reggimenti alpini.

Migliaia di giovani mandati a morire per supportare l’indegno tradimento di Casa Savoia/governo Italiano verso l’Austria-Ungheria e Germania, con cui il regno d’italia aveva sottoscritto la Triplice Alleanza. Questo tradimento, stipulato con il Patto di Londra nell’aprile 1915, prevedeva l’adesione del Governo italiano alla Triplice Intesa (Inghilterra, Francia e Russia) e come prezzo le annessioni del Trentino e del Sudtirolo più altri territori a guerra terminata (1915-1918). Tali annessioni furono effettuate senza sentire, ovviamente,  il parere dei diretti interessati cioè gli abitanti di quelle terre.

Altre migliaia di giovani (alpini) mandati a morire nelle guerre di aggressione coloniali e durante la seconda guerra mondiale per soddisfare le ambizioni imperialiste ed “imperiali” del regime fascista.

 

Questo raduno organizzato a Bozen, capitale del Sudtirolo, oltre che rappresentare una assoluta mancanza di tatto, visto che si è svolto in casa di chi ha subito l’aggressione e l’occupazione italiana credo possa essere così sintetizzato: “raduno di vittime forse poco consapevoli:gli alpini, in casa di altre vittime sicuramente consapevoli: i Sudtirolesi”.

Se qualche lettore rimane turbato da questo scritto suggerisco una bella ripassata della storia dal 1915 al 1945, ovviamente non quella prodotta dalla retorica e dalla demagogia patriottarda, e l’attenta lettura di un testo molto interessante: “ L’Alto Adige sotto il Fascismo”- Alfons Gruber – Casa Editrice Athesia-Bolzano”.

 

 

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44 Comments

  1. Cantare l’Inno di Mameli è una vergogna, peggio che cantare un inno che esalta i nazisti;
    infatti l’Inno di Mameli esalta Roma e i romani che furono gli asassini di Cristo, sterminatori di ebrei, distruttori di Gerusalemme, persecutori prima dei Cristiani e poi degli ebrei che dai romano cristiani furono accusati di essere gli assassini di Cristo quando in realtà furono i romani a crocifiggerlo.

    Credo sia propio disgustoso e una vergogna indicibile cantare l’orrido canto Mamelico..

    • Questa è proprio nuova……. ma un po’ di senso del ridicolo mai? E dire che secondo il noto proverbio ne uccide più della spada.Tenere sempre presente questo rischio, please, e non interpretare il passato tramite speranze o desideri contemporanei, altrimenti si fa la fine dei leghisti, che hanno adottato il “Va’ pensiero” come metafora dell’oppressione dei padani e invece si sono fatti ridere dietro da tutti, perché in realtà Verdi lo ha usato per simbolizzare l’oppressione dell’Italia da parte degli austriaci.
      Che poi quest’oppressione fosse minore di quella esercitata da alcuni principi, re o papi autoctoni, e in ogni caso con un’amministrazione molto più efficiente, è senno di poi. Allora nelle teste c’erano queste idee e speranze

      • Non si tratta di interpretazione ma di semplici fatti:
        gli assasini di Cristo furono i romani, Pilato lo condannò e i suoi soldati lo crocifissero, dopo averlo deriso, percosso, schernito, dopo avergli sputato addosso e ben piantato la corona di spine sulla testa.

        Beh credo che ne basti e ne avanzi.

        Questo canto demente che attribuisce a Roma la gloria come sua schiava eterna e dono di Dio è completamente antistorico perché la Storia ha preso ben altre strade e già dal III secolo d.C. quando la capitale dell’impero fu trasferita a Milano e poi altrove.

        Il Goffredo Mameli non solo era ridicolo ma era anche invasato e demente (un idealista invasato e demente)..

        Il paragone tra il Va Pensiero e l’Inno di Mameli non coincidono.
        L’esaltazione di Roma per me è un grosso limite culturale e non costituisce un mito positivo anche alla luce di questo crimine storico che la macchia indelebilmente anche come Roma Cristiana, principale colpevole della persecuzione millenaria degli ebrei per averli incolpati dell’uccisione di Cristo, quando invece gli assassini furono loro i romani.

        Un canto che esalta gli assassini dell’ebreo Cristo non credo sia degno per un buon cristiano e nemmeno per un buon cittadino europeo che avversa la persecuzione dei popoli e in questo caso degli ebrei operata sia dalla Roma Pagana che da quella Cristiana.

        Può darsi che nella fretta mi sia espresso male ma credo il concetto sia chiaro.

        Il ridicolo è cantare l’orrido canto memelico.

        • Anchora oggi nelle chiese cattolico romane, durante la messa in certe celebrazioni annuali, si accusano gli ebrei di essere gli assini di Cristo e si nasconde la colpa dei romani.

          Credo sia ora di cambiare solfa!

          Il cosidetto “risorgimento italiano” al di là della retorica patriottarda degli italiani fu in realta un “mortamento” che i veneti pagarono più di tutti con la fame, la miseria, l’esodo biblico, la prima guerra mondiale “detta ultima guerra del risorgimento italico” che rase al suolo la terra veneta.
          Uno schifo che questo canto mamelico mi ricorda ogni volta facendomi inorridire.

        • Il mito che gli italiani sarebbero discendenti degli antichi romani risale al 1880 circa, prendeva spunto dagli scavi archeologici di Roma nell’ondata neoclassicista dell’epoca. Ci sono dei nomi ben precisi: Corradini in primis ma poi anche tutta la banda dei “nazionalisti” con Prezzolini, Papini, eccetera.

          Il mito serviva all’Italietta per fabbricare pretesti per le guerre coloniali, fu presto sposato dai politici come Crispi, che invece in precedenza era quasi estraneo alla retorica e forse difinibile di “sinistra” come anche Garibaldi.

          L’Impero romano degli ultimi secoli non aveva più un solo legionario nato nella penisola, gli imperatori potevano essere franchi (tedeschi), illirici (slavi) o spagnoli.

          L’impero romano era multinazionale, come tutti gli imperi, come il Sacro Romano Impero, come l’Impero austriaco, come quello britannico.

          L’idea di un impero composto da un solo stato e da una sola nazione seppure da poco inventata, è una stravaganza tipicamente italiana.

  2. Bondì a ducj.
    Condivido al 1000 x1000 quanto espresso da Sandi Stark, Heinrich e Filippo83.
    E” ora di finirla con queste manifestazioni patriottarde fatte dai conquistatori in casa dei conquistati.
    In quanto alla minoranza “italiana” in Istria, la maggior parte delle dodici minoranze storiche dell’attuale Repubblica Italiana se le sognano le condizioni di tutela che soprattutto la Repubblica di Slovenia le riconosce.
    Quando dalle nostre parti (Friuli orientale o Goriziano) c’era l’Austria Ungheria, noi friulani eravamo riconosciuti dal governo asburgico come popolo ladino, assieme ai nostri cugini del Sudtirolo; dopo la conquista a tradimento dell’Italia dei Savoia, ci hanno cambiato i nomi dei paesi e persino quelli di famiglia, per poi cercare di farci credere che ci hanno liberati dal giogo oppressore tedesco e riempirci la testa che “Alpin jo mame” è bello.
    Gli alpini arrivati dal Friuli non rappresentano i Friulani ma solo quella parte di essi che si è lasciata colonizzare e snazionalizzare da una “madre (matrigna) patria” altrui.
    W l’Europa dei popoli liberi.
    Mandi

    • Ciao, puoi essere più preciso in merito al riconoscimento della vostra ladinità da parte dell’Impero?
      Perché mi pare che affermazioni in tal senso hanno cominciato a esserci con l’Ascoli che non so se aveva già elaborato le sue teorie prima dell’annessione del Friuli nel 1866.

  3. A leggere alcuni commenti si capisce quanto l’inconsapevole leggerezza di sostenere uno “spirito di corpo” sia strumentale a mantenere la simbologia di una occupazione arrogante, con tutto lo strascico di effettività che ciò comporta.
    Non c’è niente da fare, non ci arrivano. E’ grazie a gente così che si riesce a mettergliela nel culo facendo pure in modo che festeggino per l’inculata.
    E il fatto che ci siano pure dei sudtirolesi a festeggiare insieme conferma pure la tesi: l’importante è pane, salame e vino o birra, meglio insieme, che la mente sorride beota.

    Oh, una cosa. Prima che schizzi qualche alpino dei miei stivali a dire che loro fanno qui, loro fanno là, e sono parte della protezione civile, chiarisco che quando serve il sottoscritto si è tirato su le maniche e non si è tirato indietro a buttarsi nel fango per aiutare i bisognosi, pur non facendo parte di nessuna costosissima protezione civile …che ormai è parte integrante del magna-magna italiano.

  4. Sud tirolesi nella grande maggioranza non si sentono per niente dei sottomessi. anzi sono intelligenti e hanno visto che l’italia ha saputo riconoscere i loro diritti e potenzialità.basta guardare la differenza economica e sociale tra il sud tirolo e il tirolo austriaco.
    Se volete andare a vedere delle minoranze veramente maltrattate andate in Istria a vedere come stanno i nostri italiani… quelli che sono rimasti!!! Facciamo una prova vediamo con un referendum e vediamo se istriani gli vogliono tornare in italia e i sud tirolesi in austria…mi sa che ci troveremo con una regione in più e in non meno..

    • Ha ha ha….. stanno talmente male che nella parte slovena dell’Istria hanno il doppio voto, forma di tutela che addirittura l’OCSE ha giudicato esagerata.

      A Koper-Capodistria totalmente bilingue si può fare qualsiasi cosa in italiano, anche le pratiche bancarie. Le minoranze omologhe in Italia non possono farlo.

      E ci sono famiglie di Muggia che mandano i propri figli alle scuole italiane oltre confine perchè sono migliori.

      Invece noi conquistati da gente come Garritano, dobbiamo ancora tenerci i toponimi inventati dagli occupanti e dobbiamo tenerci i nostri cognomi modificati, oppure chiedere il ripristino con il cappello in mano e dovendo dichiarare di appartenere ad una comunità (slovena) che a molti di noi sta stretta.

      Perchè ci furono italianizzati non solo i cognomi di origine slovena ma che di origine croata, tedesca, e di qualsiasi altra parte dell’Impero.

      Italiani, suonate il mandolino e non parlate di storia, geografia o di minoranze: non sono le vostre materie.

    • AHAHAHAHAH! Quante cazzate in così poche righe!
      1:il Tirolo, come qualsiasi Land Austriaco, gode di molta più autonomia e molti più diritti di quanti una qualsiasi regione o provincia autonoma potrà mai sognare di ottenere dalla nazionalfascista italia, senza poi contare cosa lo Stato austriaco di per sé garantisce alla sua popolazione in più dell’italia, cose che per gli italiani nemmeno riescono a sognarsi.
      2:minoranze maltrattate? Slovenia e Croazia garantiscono alla minoranza italiana in Istria un numero enorme di privilegi, alla comunità slovena in italia non vengono garantiti nemmeno i diritti minimi.
      3:si nota benissimo la provocazione su uno dei più grandi falsi storici italioti, la questione delle foibe…vogliamo forse tirar fuori la lista dei crimini italiani sui civili commessi in tutte le terre conquistate dall’italia? Dal Meridione al Tirolo, dalla “Venezia-Giulia” alla Libia, dalla Grecia all’Etiopia, la lista dei crimini italiani è così grande che in confronto Tito era un santo.
      4: vogliamo fare un referendum? L’italia non solo perderebbe il Tirolo e verrebbe fanculizzata dall’Istria (nonostante le generosissime elargizioni di denaro pubblico alle comunità italiane d’Istria per fomentarne il nazionalismo), visto che comunque sloveni e croati sono sempre stati e restano tutt’ora la maggioranza, ma di fronte ad un referendum simile l’italia perderebbe pure Sardegna, Sicilia, Friuli, Veneto e tante altre regioni…altro che regioni da conquistare.

  5. Sono un alpino appena tornato da Bolzano e mi viene un pò da sorridere leggendo l’articolo!
    E’ stata una adunata grandiosa e una sorpresa inaspettata, in quanto il Tricolore è sventolato alto in qualsiasi forma e dimensione dimostrando lo spirito patriottico dei numerosi italiani che ogni giorno di devono scontrare (loro malgrado), con la dura e incomprensibile ostilità dei pochi tedeschi rimasti.
    Se qualcuno crede di sapere la storia leggendo un libro..credo che ognuno la possa interpretare a proprio gusto! Si parla di “Migliaia di giovani mandati a morire” e di “una assoluta mancanza di tatto”…credo ci voglia un pò di rispetto e di buon senso ma come si sa, non si acquistano al supermercato!

    W Bolzano, W l’Italia e W gli Alpini!

    • Vorrei provare rispetto per un (ex?) alpino. Vorrei perché, tra amici e familiari, ho ed ho avuto numerosi alpini anch’io: come quasi tutti i veneti. Vorrei anche avere rispetto per chi, al contrario di me (ormai disilluso da anni), crede ancora nell’Italia e nel tricolore, essendo noi in una democrazia (pseudo)liberale.
      Tuttavia, quando leggo “lo spirito patriottico dei numerosi italiani che ogni giorno di devono scontrare (loro malgrado), con la dura e incomprensibile ostilità dei pochi tedeschi rimasti”, non posso che pensare che Lei viva di falsificazioni storiche degne delle peggiore retorica fascista. Lei non conosce né la storia né la demografia del Sudtirolo (o Tirolo meridionale, o Tirolo italiano, o Alto Adige, poco importa) e si permette invece di insultare la popolazione autoctona: minoranza nella “colonizzata” Bolzano/Bozen, maggioranza nel resto della provincia.
      Il Suo, è l’esempio perfetto del perché gente come me sia disillusa dall’Italia, e non vi creda più. La Sua retorica è degnissima di chi negli anni ’30 girava in camicia nera (e, purtroppo, non solo lui, e non solo “a destra”); ma è totalmente anacronistica ed offensiva nel XXI secolo, oltre che completamente assurda. E’ l’Italia che si è installata a casa loro, e per giunta con la forza, non viceversa: è forse una colpa voler mantenere viva la propria identità? Per l’Italia sì, ed è per questo che non credo più nell’Italia.

    • Ti rispetto Sergio perché penso che tu sia in buonafede, ma spero tanto che venga il giorno in cui tu possa aprire gli occhi così come tutti gli alpini che erano con te a Bolzano.
      Dal cognome dovresti essere veneto, o forse trentino o friulano, ebbene queste terre facevano parte dell’Impero Asburgico ed erano proiettate verso il centro Europa, verso l’ordine e la civiltà.
      Ti sembra forse che essere stati occupati dallo stato italiano ci abbia portato dei benefici?
      Questo stato ci trascina verso il nord Africa, e voi alpini cosa fate? Sventolate allegramente la sua bandiera.
      Invece di sbavare per il tricolore simbolo di oppressione della nostra gente dovreste tutti impegnarvi perché il nostro futuro sia migliore, e quindi senza stato italiano.
      Ciao

  6. l’austria quando occupava direttamente o indirettamente tutta l’italia non si preoccupava certo dei nostri diritti da loro calpestati.
    tutto sommato allo stato attuale delle cose sti scrucchi montanari ignoranti (disprezzati anche dal resto dei tedeschi) sarebbero oggi una realtà periferica e depressa in una grande germania.
    se la sognerebbero tutta questa ricchezza.
    ci guadagnano a riporre la loro dignità in cambio dei troppi soldi che noi italiani gli diamo indebitamente.
    non credo che questa situazione sia attualmente un problema troppo serio.

    • Eh si, è giusto, allo stesso modo di quei beduini ignoranti che sono stati bombardati per portare loro la “civiltà”.

      Che razza di arrogante presuntuoso pensiero che lei manifesta!

    • Questo è un commento tipico italiano, nei forum si sprecano commenti simili infarciti di odio, nazionalismo ed imperialismo. In alcuni forum, gli insulti ai tirolesi occupati, superano il 50%.

      Sia chiaro che l’autonomia del Tirolo non è una concessione italiana ma l’obbligo che l’Italia prese con l’ONU per continuare l’occupazione del Territorio.

      Altrimenti, dopo la 2° risoluzione dell’ONU che costrinse l’Italia a trattare, avrebbe dovuto sloggiare.

      E gli italiani che hanno colonizzato il Tirolo, beneficiano anch’essi dell’autonomia.

      I tirolesi non ricevono nulla dall’Italia. Si autogestiscono il 90% di alcune imposte e le spendono sul loro territorio al posto dello Stato, e lo fanno mille volte meglio perchè non sprecano e non rubano.

      Tutta l’Italia dovrebbe pretendere la stessa autonomia, ma invece questo strano popolo preferisce sputare sull’autonomia del Tirolo ed auspicare che le venga tolta, per far stare da cani anche loro.

      Bene, un tanto è impossibile. C’è un trattato internazionale e se l’Italia volesse togliere o ridurre l’autonomia locale, perderebbe capra e cavoli.

      E’ solo per questo che Durnwälder ogni tanto compiace gli occupanti. Poi se la ride in privato perchè intanto riesce a far star meglio il suo popolo.

      Ma altri tirolesi invece sono stanchi, hanno giudicato che il compenso dell’autonomia supera i benefici delle umiliazioni che ricevono in cambio.

      Perchè se è vero che il PIL procapite della provincia di BZ è il secondo in Italia, è anche vero che sarebbe il più basso delle provincie austriache. E questo dimostra che essere i primi di un paese del terzo mondo, non è come essere nella media in un paese sviluppato e civile.

    • Peccato che l’unico territorio italico occupato dall’Austria fosse il Veneto e che quello gli fosse stato consegnato da Napoleone, in tutti gli altri territori l’Austria era la legittima “padrona di casa”, e gli unici ad essere scontenti erano i nobili locali che, di perfetta cultura italiana, non gradivano il fatto che esistesse uno Stato che pretendesse d far loro rispettare la Legge e volevano essere lasciati liberi di opprimere il popolo a proprio gradimento.
      E’ infatti proprio per questo che il popolo AMAVA l’Austria, perché ne difendeva i diritti.

    • Bravo. Rispettavano talmente poco i diritti degli italiani che una nostra legge prevedeva l’apertura di una scuola nella lingua madre di ogni cittadino entro 3,5 km da casa, se nel Comune c’erano una paio di decine di bambini in età scolare.

      Questo con la legge del 1867.

      Invece in precedenza, grazie alla riforma teresiana, nel Lombardo Veneto sapevano leggere e scrivere anche i più poveri. Attorno al 1830, in una scuola di Brescia c’era il 100% di frequenza scolastica.

      E questo mentre il Regno d’italia tenne nell’ignoranza i propri sudditi per non far votare le proprie masse contadine fino a tutto il 1900.

      I soldati italiani che parteciparono alla 1° guerra mondiale erano analfabeti per oltre il 70% (fonte Thompson).

      Invece i nostri avevano tutti in dotazione il materiale per la scrittura.

      Nel paese natio di De Gaseperi c’erano due scuole per poche migliaia di abitanti, non dovevano nemmeno fare i 7 km per scendere a fondovalle. E tutti gli abitanti internati dagli italiani nel 1915 sapevano leggere e scrivere, al contrario di quelli del paese “ospitante” Vescovato, molto più grande ed alla periferia di Cremona, erano tutti analfabeti. Dopo nemmeno 50 anni di “liberazione” italiana.

      http://www.youtube.com/watch?v=fQkTTUTWhr0

      Mussolini scriveva da Trento nel 1909 che un referendum di annessione all’Italia avrebbe visto vincere l’Austria in stragrande maggioranza. E poi spiegava i motivi, tra i quali che gli operai austriaci avevano l’assicurazione malattia, che la polizia era meno repressiva e che tutti stavano molto meglio.

      Come dicevo cari italiani, non scrivete di Storia. Sapete solo le balle patriottiche che vi hanno raccontato fino ad ora per tenervi uniti. Ma si tratta di un mucchio di falsità di tale entità, che dovrebbe occuparsene l’Unesco.

  7. La tua analisi mi sembra corretta…. anche se vorrei fare una riflessione a proposito. la storia è piena di annessioni, occupazioni e così via: per esempio l’Alsazia dalla Germania alla Francia, Nizza e Savoia dal Piemonte alla Francia. Istria dall’Italia alla Jugoslavia, la repubblica di Venezia venduta da Napoleone all’impero asburgico in barba agli ideali della rivoluzione francese…. e per finire l’occupazione del Regno delle due Sicilie da parte delle truppe Garibaldine e la sua annessione al regno d’Italia. Non mi pare che in nessuna di esse si sia chiesto il permesso agli abitanti. Detto ciò, in molti episodi storici, a queste annessioni sono seguite vere e proprie epurazioni culturale ne non etniche (vedi gli italiani costretti a fuggire dall’Istria dopo la seconda guerra mondiale). Va dato un indubbio merito che i sudtirolesi di italia hanno mantenuto le loro proprietà materiale e la loro identità culturale e linguistica, godendo di una autonomia invidiabile e di una unicità che li differenzia dalle altre regioni alpine austriache. Se fossero stati annessi alla Francia, per fare un esempio, ora parlerebbero il francese come è capitato agli alsaziani.

    • L’Alsazia-Lorena era storicamente germanica, la Francia se l’è prese tra sei e settecento ed ai tedeschi non è mai andata giù, ma non ci fu mai una “Pulizia Etnica”, semplicemente era una zona mistilingue che si è adattata, nel corso dei secoli, a parlare prevalentemente la lingua dello Stato che le possedeva.
      L’Istria non è mai stata italiana e quella Jugoslava non fu una pulizia etnica, ma pogrom politico e rappresaglia militare.

      • Il punto di partenza è sbagliato: i nazionalismi linguistici furono un errore ottocentesco, spesso grossolano (un’Italia unica, quando si parlavano diverse lingue romanze, l’italiano era vivo quanto il latino colto, ed anzi Nord e Sud appartengono a due ceppi romanzi differenti). Non si deve parlare di tedeschi, italiani, croati d’Istria ecc. Ma di tirolesi, veneti, istriani ecc.

      • In Alsazia il francese fu imposto, non si trattò di un adattamento graduale alle diverse condizioni politiche. La Francia ha un’idea di nazione molto forte che li portò addirittura ad affermare che l’Algeria fosse Francia, che a me sembra una bestemmia. Il punto del mio commento credo fosse chiaro ma forse mi sbaglio. Certamente non era mia intenzione disquisire su singoli episodi storici (dei quali tra l’altro ho vaghe reminescenze scolastiche) e se in Istria si sia trattato di rappresaglia militare oppure di una pulizia etnica ai danni degli italiani ….ma di dare atto che lo stato italiano abbia e stia offrendo alle minoranze linguistiche tedesche (ma anche francofone) garanzie sufficienti di autonomia. Cosa che per esempio non ha saputo o voluto fare per il sud italia che avrebbe potuto valorizzare la sua diversità culturale e linguistica così come è avvenuto per le regioni storiche spagnole come la catalogna.

        Cordialmente

        Fabio

        • Sbagliato. Le tutele per le minoranze linguistiche sono una cosa, che l’Italia ha concesso male ed obtorto collo solo grazie a norme internazionali alle quali ha dovuto adeguarsi.

          Un’altra cosa è l’autonomia amministrativa che ha dovuto concedere al Südtirol e per estensione al Welchtirol, sempre grazie ad obblighi internazionali ed alla sua determinazione imperialistica nel pretendere di continuare a mantere quelle terre sotto il proprio dominio.

          Le altre minoranze linguistiche sono state sempre sistematicamente assimilate e nazionalizzate.

          Il massimo che concedono ad esempio ai sauriani che parlano una lingua carinziano-bavarese, è 1 ora di tradizioni locali alla settimana con la recita di qualche poesia o di qualche canzone a scuola.

          Questa lingua che veniva parlata dagli abitanti di Spilimbergo e San Daniele ancora nel 1917, è ora scomparsa.

          L’elenco di questi comportamenti sarebbe lungo, ma questo comportamento ha un solo nome: etnocidio.

  8. Caro Rodolfo, la storia bene o male la conosciamo anche noi, si sa benissimo che in quelle guerre sono morti migliaia di giovani per colpa di capi di governo esaltati finanziati e fagogitati già allora dalle banche. Ma il raduno in se stesso viene fatto prima di tutto per ritrovare lo spirito di corpo per il quale gli Alpini sono famosi e con spirito di corpo intendo l’aiutarsi l’uno con l’altro nei momenti difficili, se tu segui bene i raduni vengono sempre ricordati i caduti come vittime della guerra e non come assassini incalliti. Se tale raduno è stato fatto a Bolzano non è per prendere in giro i Sudtirolesi, ma per poter ristabilire la fratellanza che accumuna tutti gli esseri umani, sfilando per le strade diciamo anche, che in caso di bisogno noi ci siamo e ci saremo sempre qualunque bandiera tu sventoli per aiutarti e difenderti.
    Vittorio – Geniere Alpino 8/83

    • Pensiero ipocrita, se questo che scrivi è lo spirito, perchè avete fatto sfilare la bandiera di guerra?

      Perchè l’ANA non si fa promotrice dell’abbattimento dei monumenti con i simboli fascisti che umiliano i cittadini del Südtirol?

      Perchè l’ANA non pubblica una monografia sull’Alpino Tolomei e la pulizia etnica da egli progettata ed eseguita?

      Perchè non toglie i propri momumenti degli alpini dal Südtirol e li trasferisce solo dove gli Alpini combatterono?

      Perchè come riferisce l’altro lettore, le bande alpine suonavano ogni momento l’inno d’Italia?

      Alternavano motivi tirolesi? Quali? Suonavano per caso:

      Mir sein die Kaiserjäger ?

      Dem land tirol die treue ?

      Zum Mantua in banden ?

      Inno al Tirolo?

      Gott erhalte ?

      Oppure si limitavano a suonare Anton aus Tirol con la compiacenza del conquistatore?

      Ricordatevi che gli alpini non hanno mai combattuto una guerra difensiva in tutta la loro storia. Hanno sempre partecipato ad aggressioni di altre terre ed altri stati.

      Se vogliono essere conosciuti per la loro attività civile, la smettano di sfilare con i tricolori nei territori conquistati a tradimento e con somma violenza.

      Gli equivalenti austriaci della protezione civile, i pompieri volontari, fanno le loro feste e le loro sfilate ma le fanno a casa loro, senza retorica nazionalista, senza bandiere di Stato e senza cantare inni che ricordano le proprie imprese imperialiste.

  9. Ho fatto il servizio di leva in quel di merano, ormai vent’anni fa, e ho avuto modo di parlare con diversi miei commilitoni sudtirolesi del loro modo di sentirsi/essere italiani, ottenendone risposte, ovviamente diverse, in merito….
    Credo che dopo molti e molti decenni, anche in virtù di una politica fiscale decisamente senza pari in Europa, certe cose si siano sopite…..
    Anche se ho sempre cercato di immaginarmi come si sarebbe potuto sentire un piemontese, se, ad un tratto fosse diventato senza volerlo francese, oppure un veneto jugoslavo ecc ecc…e doverne adottare bandiera lingua e quant’altro.
    Percui,fermo restando nel condividere il loro diritto di sentirsi prima che italiani sudttirolesi, credo che ormai, nelle generazioni più giovani certe cose abbiano lasciato spazio a convivenze di stampo più europeo.
    Se poi, come hanno detto, proprio a merano, gli alpini e gli schutzen abbiano, dopo le rispettive cerimonie, festeggiato insieme, credo che non ci sia più alcun dubbio in merito.
    E, comunque, per concludere, l’Adunata nazionale viene stabilita dopo aver accettato richiesta specifica da parte, oltre che dalla sezione di appartenenza, anche dagli enti locali appositi……quindi credo che anche Durnwalder fosse d’accordo..

  10. Die Einwohner von Südtirol haben ein hohes Maß an Bürgersinn.
    Muss für die hohe Lebensqualität geschätzt werden
    Wir sollten ihrem Beispiel

  11. Vivo a Bolzano e condivido pienamente il discorso sulla vergogna delle guerre dove migliaia di giovani muoiono per il volere di pochi, quando milioni di persone soffrono, sia tra i vinti che tra i vincitori. Personalmente però ho apprezzato questo raduno di Bolzano. L’ho visto come una festa della gente, italiani e tedeschi che in più di un’occasione si sono ritrovati a bere e mangiare insieme sotto i tendoni. Un esempio? Nello stand “Osteria Veneta” si mangiava e si ballava e la banda suonava ora una canzone veneta, ora l’inno italiano, ora un motivo sudtirolese.
    E non dimentichiamo poi che oggi gli Alpini (quelli delle ANA, non i regolari) sono un punto di forza della nostra Protezione Civile, sempre in prima linea in occasione delle calamità.
    Quindi penso che si possa dire SI a feste come questa e sempre più decisi NO alle guerre o alle “missioni di pace”.

  12. Typischer, nationalistischer Einfall von FALLITAGLIA.
    FALLITAGLIA besetzte Südtirol am Ende des ersten Weltkrieges und nach dem offiziellen Ende der Kampfhandlungen obendrein.
    Ich weise darauf hin, dass in dieser Angelegenheit FALLITAGLIA den ersten Frontenwechsel vollzog, indem es erst ein Jahr nach Kriegsbeginn und gegen Österreich und Deutschland (die alten Partner des Dreibundes) in den Krieg zog, obwohl keiner der „neuen“ Verbündeten (Großbritannien, Frankreich und Russland) dessen Intervention gefordert hatte.

  13. Tipica trovata nazionalistica di FALLITAGLIA.
    FALLITAGLIA occupò il Sudtirolo alla fine della prima guerra mondiale e a ostilità cessate.
    Ricordo che in quella guerra FALLITAGLIA fece il primo ribaltone bellico, entrando in guerra in anno dopo contro Austria e Germania, anche se nessuno dei “nuovi” alleati (Gran Bretagna, Francia e Russia) aveva richiesto l’intervento.

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