IL RADUNO DEGLI ALPINI A BOLZANO: CHE C’E’ DA GIUBILARE?

di RODOLFO PIVA

L’85° Raduno degli Alpini svoltosi a Bolzano dall’11 al 13 maggio 2012 mi spinge ad una considerazione un po’ triste perchè, onestamente, non vedo cosa ci sia da giubilare, sventolare bandiere (tricolori), medaglieri e labari.

Fermiamoci un momento a ripensare i fatti della storia (quelli cruenti) che hanno visto protagonisti i reggimenti alpini.

Migliaia di giovani mandati a morire per supportare l’indegno tradimento di Casa Savoia/governo Italiano verso l’Austria-Ungheria e Germania, con cui il regno d’italia aveva sottoscritto la Triplice Alleanza. Questo tradimento, stipulato con il Patto di Londra nell’aprile 1915, prevedeva l’adesione del Governo italiano alla Triplice Intesa (Inghilterra, Francia e Russia) e come prezzo le annessioni del Trentino e del Sudtirolo più altri territori a guerra terminata (1915-1918). Tali annessioni furono effettuate senza sentire, ovviamente,  il parere dei diretti interessati cioè gli abitanti di quelle terre.

Altre migliaia di giovani (alpini) mandati a morire nelle guerre di aggressione coloniali e durante la seconda guerra mondiale per soddisfare le ambizioni imperialiste ed “imperiali” del regime fascista.

 

Questo raduno organizzato a Bozen, capitale del Sudtirolo, oltre che rappresentare una assoluta mancanza di tatto, visto che si è svolto in casa di chi ha subito l’aggressione e l’occupazione italiana credo possa essere così sintetizzato: “raduno di vittime forse poco consapevoli:gli alpini, in casa di altre vittime sicuramente consapevoli: i Sudtirolesi”.

Se qualche lettore rimane turbato da questo scritto suggerisco una bella ripassata della storia dal 1915 al 1945, ovviamente non quella prodotta dalla retorica e dalla demagogia patriottarda, e l’attenta lettura di un testo molto interessante: “ L’Alto Adige sotto il Fascismo”- Alfons Gruber – Casa Editrice Athesia-Bolzano”.

 

 

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