Il progetto di Tosi: il Nord va in soffitta, “ricostruiamo l’Italia”

di GIANMARCO LUCCHI

Già lo slogan la dice tutta sulle reali intenzioni politiche di Flavio Tosi, che all’indipendenza della Padania – ancora oggi prevista dall’articolo 1 dello statuto della Lega – non ha mai creduto nemmeno per un solo momento. Ma anche lo slogan maroniano di “Prima il Nord” è finito in soffitta. “Ricostruiamo il paese”: non c’è infatti nessun riferimento al Nord nello slogan con cui il sindaco ha presentato oggi a Mantova la sua fondazione e la sua candidatura alle primarie del centrodestra. E anzi dal palco più volte ha ripetuto che «non è questione di nord contro sud». La questione è governare bene. E questo lo ha spiegato numeri alla mano ammettendo ad esempio che in Puglia ci sono meno dipendenti pubblici in proporzione al numero di abitanti di quanti non ce ne siano in Veneto. «In Trentino Alto Adige – ha aggiunto – quasi il 40% di chi lavora è nel pubblico impiego». E dunque «non è una questione nord contro sud – ha osservato – o di una parte politica contro l’altra ma di spendere bene i soldi delle vostre tasche». Alle domande dei giornalisti che erano sul palco con lui – Marzio Breda del Corriere della Sera e Rodolfo Sala di Repubblica (che ha incassato qualche fischio alla presentazione) c’è stato anche un fuori programma. Un uomo di Fermo che dal pubblico ha urlato loro «i giornalisti parlano di nord e sud, ma noi del centro stiamo con Tosi».

Per spiegare il suo progetto Tosi andrà in giro in tutta Italia, pure al sud, anche se assicura che continuerà il suo impegno come sindaco. In cinquemila sono venuti questa mattina ad applaudirlo al Palabam di Mantova per l’occasione arredato con un palco giallo e un maxi schermo con sopra un faro, simbolo di questa operazione. Il tutto, ha assicurato Tosi, è stato finanziato attraverso un conto corrente da «cittadini, famiglie e imprese» che credono in questo progetto.

«Il mio obiettivo è chiedere le primarie anche nel centrodestra perchè siano i cittadini a scegliere il candidato»: così Tosi ha spiegato, ai microfoni di Sky, il suo progetto che  va oltre la Lega Nord. Anche per questo aveva fatto un appello perchè nessuno arrivasse al palazzetto dello sport con bandiere o simboli di partito, richiesta che è stata accolta. Come non sono arrivati altri esponenti leghisti di primo piano, a cominciare dai tre governatori delel Regioni del Nord.E parlando di primarie Tosi ha spiegato di volerle aperte aggiungendo che se fossero state aperte quelle del centrosinistra e quindi Renzi si fosse candidato premier «avrebbero vinto». C’è chi fra lui e il sindaco di Firenze vede analogie e Tosi ammette che sono entrambi sindaci, e quindi devono risolvere i problemi concreti della gente. L’importante comunque per Tosi è che ci si confronti sui progetti smettendo di fare politica come se fosse «una guerra fra bande». E nello scontro interno al Pdl ha difeso la scelta di gente come Alfano, Lorenzin che hanno preso una decisione che metteva «a rischio la loro carriera politica» perchè era più sicuro stare all’ombra del capo per il bene del paese.

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