Il prof. Monti curatore fallimentare. Altro che risanamento del Paese…

di FABRIZIO DAL COL

Chi non ricorda il mese di  novembre dello scorso anno quando il paese Italia era ritenuto da più parti a due passi dal baratro e sull’orlo del fallimento? Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, data la situazione di crisi venutasi a creare in quel momento, per cercare una soluzione al disastro finanziario in cui l’Italia si era cacciata, decise  di invocare le forze politiche ad accettare, per il bene del paese, un “governo di tecnici” al quale affidare un incarico finalizzato ad evitare il patatrac finanziario. Come abbiamo visto dopo, Monti fu individuato come l’unico tecnico possibile in grado di rispondere ai requisiti sopra citati e, lo stesso, potendosi avvalere di tecnici divenuti poi ministri sui quali  riporre poi la sua fiducia, ha conseguito imperterrito il suo cammino di risanamento dei bilanci, interpretando alla lettera quello che è stato l’incarico affidatogli, ovvero quell’incarico finalizzato solo ad evitare il patatrac finanziario.

Alla luce dei fatti e dopo un anno circa di governo, in molti ora si chiedono invece se il “curatore fallimentare” Mario Monti e l’allegra compagnia di “ragionieri”  fossero le persone idonee a cui affidare un incarico così delicato e difficile e se non abbiamo invece, attraverso i provvedimenti fin qui presi, travalicato completamente l’origine dell’incarico ricevuto. Per semplificare, le leggi fin qui approvate dal governo, ovvero quei provvedimenti legislativi basati tutti sui tagli alla spesa, non hanno visto coinvolto i tagli ai mastodontici costi generali dello Stato: quelli militari, del pubblico impiego, della burocrazia, della politica, delle consulenze verso terzi, del parastato, delle partecipate dello Stato, etc. Come appare meglio evidente ora  con  la  spending  review a regime, solo il 20 % delle nuove entrate dello Stato è da imputarsi ai tagli, mentre invece il rimanente 80% è esclusivamente da imputarsi all’inasprimento fiscale. Detto ciò, appare evidente come il governo dei tecnici  di cui sopra, alla luce dei fatti e con il debito pubblico nazionale perennemente in crescita, si stia rivelando invece un vero e proprio governo politico. Un governo politico come altri, che ha fallito la sua missione per aver disatteso l’incarico ricevuto al solo scopo di risanare le finanze dello Stato e che invece si è  dimostrato incapace di tagliare laddove sarebbe stato necessario tagliare, venendo così meno agli impegni presi davanti agli Italiani.

Giusto per fare un esempio: che fine ha fatto  Enrico Bondi? Il guru, ovvero l’esperto “tagliatore di teste” che risanò l’azienda Parmalat   e che Monti, da tecnico sopraffino quale ritiene di essere, volle fortemente alla sua corte, si è letteralmente volatizzato, scomparso. In barba al suo incarico e in barba alla pontificata trasparenza, a tutt’oggi non si conosce il costo complessivo  del lavoro fin qui svolto né tanto meno si conoscono gli esiti finali di detto lavoro. C’è da chiedersi se proprio il ruolo “tagliatore di teste” non abbia alla fine costretto Bondi ad eclissarsi. E se per caso Bondi avesse nel frattempo già presentato il suo lavoro completo al professor Monti? Forse non lo sapremo mai, ma poniamo il caso che ciò sia avvenuto, per quali ragioni oggi il premier Monti, alla faccia della trasparenza che ha sempre predicato, non rende pubblico tutto ciò? Che si sia impaurito per i tagli troppo drastici previsti da Bondi sui costi elefantiaci dello Stato? o forse per quelli degli appalti? oppure per quelli del sottogoverno? o magari anche per quei costi derivati dai rami secchi, come lo sono ancora quelli degli enti inutili che invece continuano a sopravvivere in quanto  finanziati dalle tasse? Un vero mistero e  tuttavia  Monti non può ora essere dispensato dal chiarire tutto ciò in quanto, se a mancare sono stati proprio i tagli in profondità, la colpa non può che essere  sua. Quei tagli in profondità che riguardano i comparti dell’organizzazione amministrativa dello Stato centrale a cui tanti Cittadini  hanno sempre guardato con speranza, pare invece che siano stati  scarificati per “ragion di stato”.

 

 

 

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