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Il primo, e si spera, ultimo Google Crash

 

Google si ferma e con il colosso americano crollano servizi in tutto il mondo: posta elettronica, youtube e anche la didattica a distanza a causa del blocco della piattaforma Meet. In pochi minuti l’hashtag #googledown è diventato di tendenza e gli utenti sono andati alla famelica ricerca di notizie.

 “Google down: può capitare, così come anche per Amazon, Facebook, Twitter. O magari iCloud di Apple. Il problema non è questo- commenta Francesco Faenzi Director di Soft Strategy -. Il problema è che mentre Internet è stata progettata e realizzata decenni fa da militari con logiche di decentramento del controllo, allo scopo di essere una rete di comunicazione resiliente a guasti anche in caso di conflitti mondiali, oggi invece siamo di fronte alla medievalizzazione della Rete: pochi grandissimi castelli nei quali tutti noi ci concentriamo. E se uno crolla, è molto difficile trasferirsi “armi e bagagli” in un altro: vuoi a scopo personale, vuoi a scopo business. La Digital Transformation si sta compiendo, ma male: senza gestione del rischio di medio né tanto meno lungo termine e con scarsa attenzione alla continuità del business. Tra l’altro, sappiamo che oggi Internet ed i suoi “castelli medievali” supportano attività critiche: finanziarie, distribuzione dell’energia, cura della salute. Speriamo non succeda nulla di grave”. 

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