Il populismo ucciso dal Coronavirus

di Luigi Basso – Non può essere sfuggito il fatto che politici esperti e navigati come Salvini, Zaia e Fontana siano incorsi simultaneamente in una serie di gaffes da competizione fantozziana.
Salvini col cesto di salami, la mascherina di Fontana, i topi di Zaia. Insomma, cose mai viste. Trattandosi di politici di grande furbizia, la questione merita riflessione.

A me pare evidente che tutti questi personaggi sono andati in tilt e questo è dovuto al fatto che da politici di professione hanno capito che il coronavirus ha ucciso il loro cavallo di battaglia: il populismo.
Ora sono come completamente impazziti, perché tutti hanno potuto vedere che l’Italia fuori dalla globalizzazione fallirebbe in 5 giorni. Figurarsi una eventuale italexit di cui straparlano i populisti.
Le imprese italiche sono legate alla globalizzazione come un malato alla flebo e anche solo l’idea di uscire dalla UE e dall’euro è fuori dalla realtà. Come la vicenda del Coronavirus ha mostrato a tutti.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

LA POLITICA DEL LAVARSI LE MANI. GLI INADEGUATI AL COMANDO

Articolo successivo

Una grande lezione dal pronto soccorso di Napoli