Il politico Monti gioca al risiko e i cittadini aspettano il botto finale

di FABRIZIO DAL COL

Ieri il vertice a quattro a Roma , tra il premier Monti, il presidente francese Hollande, la cancelliera tedesca Merkel e il premier spagnolo Rajoy, in un confronto sul salvataggio dell’euro e l’uso del Fondo salvastati, in vista del vertice del 28-29 a Bruxelles. Il premier italiano ha già lanciato l’allarme circa la sopravvivenza dell’Europa nel caso il Consiglio Europeo decidesse di approvare provvedimenti deboli rispetto alla crisi, perché si avrebbe non solo un “accanimento speculativo anche verso Paesi meno deboli, come l’Italia”, ma ci sarebbe la possibilità di rigetto nei confronti dell’Europa stessa, rischio che si intravede “persino nel nostro Parlamento”. Queste le parole di Mario Monti intervistato dalla Stampa e da altri cinque giornali europei (Le Monde, Süddeutsche Zeitung, El Pais, The Guardian e Gazeta Wyborcza).

Al vertice di fine giugno, puntualizza Monti, servono prioritariamente due cose: “Rafforzare l’integrazione” e “ un insieme di misure realizzabili ed efficaci per dare stabilità finanziaria all’Eurozona”. Affinché queste due cose prioritarie possano vedere attuazione, il presidente del Consiglio si è però sbizzarrito a chiarirle con analisi e dettagli dai contenuti vuoti e privi di significato, come la necessità di una “ piena unione bancaria”, “gli avanzamenti per la vigilanza” la “supervisione integrata possibilmente unitaria”, proseguendo con la “garanzia sui depositi ” e una perla enfatizzata da parole degne della fu Democrazia cristiana come “nuovi meccanismi che siano in grado di fare ponte con i paesi che hanno adottato seriamente gli impegni delle regole comunitarie, li hanno realizzati e che tuttavia scontano una certa inerzia e diffidenza”. A Roma infine il premier italiano sottolinea che “l’accordo” tra Francia e Germania “é condizione necessaria per i progressi dell’Ue”, ma è anche “sempre meno una condizione sufficiente”. Per l’Italia, aggiunge, “nel giro di sette mesi”, in particolare dalla ‘convocazione’ a Cannes, “le cose sono migliorate”: “Naturalmente – afferma Monti – abbiamo ancora tantissima strada da fare, ma è incoraggiante che la voce dell’Italia venga ricercata ed ascoltata”.

Personalmente sono convinto che, il giochetto a cui mira Monti, sia quello di salvare l’Italia attraverso l’ottenimento di una sorta di protettorato Europeo che, se non realizzato, rischia di diventare invece un gioco molto pericoloso se non addirittura un vero e proprio “risiko”. Mentre Monti si prepara a questo “doppio carpiato di coefficiente 6”, la cancelliera Frau Merkel non è disposta ad arretrare dalle sue posizioni e fa spallucce circa le dichiarazioni sopra citate rilasciate da Monti sull’accordo tra la sua Germania e la Francia. Intanto in Italia si sta vivendo con apprensione questa situazione, vuoi perché appare sempre più evidente che il Paese non si potrà salvare senza l’aiuto dell’Europa, vuoi perché si è capito a cosa sono serviti fin qui i sacrifici imposti agli italiani, ovvero  solo a giocare una partita europea volta a far pesare le istanze nazionali, quando invece sarebbe stato necessario  investire i ricavi dei tributi imposti in crescita economica. Fatto sta che adesso tanti cittadini non credono più a nulla e sono solo in attesa del botto finale.

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