IL PDL SI SPACCA SULLA LEGGE ELETTORALE

di REDAZIONE

Il presidente dei deputati Pdl, Fabrizio Cicchitto, tuona contro il doppio turno e le preferenze, ma non tutti sono d’accordo con lui. La proposta di Giorgia Meloni di un Porcellum corretto, Maria Stella Gelmini guarda al doppio turno.

Dopo la déblacle elettorale registrata dal partito pidiellino, l’avanzata del movimento 5 stelle, le controversie non sembrano aver fine. Al centro del dibattito che ha portato una netta divisione all’interno del gruppo la posizione per una nuova legge elettorale. Da una parte il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto che tuona «Affinché siano chiare le posizioni che si confrontano sulla legge elettorale, per quanto ci riguarda non condividiamo né l’ipotesi di un sistema a due turni, né la proposta di modificare la legge attuale introducendo in essa le preferenze. Riteniamo invece che nel progetto discusso dagli esperti dei partiti vadano a tutti i costi introdotte le modifiche proposte dall’onorevole La Russa e dal senatore Quagliariello». Dall’altra parte, la posizione di Giorgia Meloni, ex ministro della gioventù, e Maria Stella Gelmini.

Giorgia Meloni si fa promotrice di un sistema elettorale corretto, un Porcellum corretto, infatti, durante una conferenza stampa ha dichiarato: «La legge com’è attualmente mortifica la dignità del parlamentare, e allora noi proponiamo di cambiarla, introducendo il voto di preferenza per il 70% degli eletti, lasciando il restante 30% ad una lista bloccata», ma ‘certificata’: nel senso che starà ai partiti dichiarare che quel 30% della parte bloccata della lista sono stati selezionati con il metodo democratico delle primarie. «D’altronde – aggiunge – non si capisce perché le preferenze sarebbero fonte di problemi e ‘inquinamento’ per i parlamentari mentre non lo sono per l’elezione degli europarlamentari e consiglieri a livello locale».

Questa proposta è stata sottoscritta da Guido Crosetto, Fabio Rampelli, Salvatore Cicu, Enrico Costa. L’obiettivo è quello di preservare il bipolarismo. Invece, Stella Gelmini, ex ministro della Pubblica istruzione, fa l’occhiolino al doppio turno. La Russa cerca di indossare l’abito del mediatore  cercando di calmare gli animi, forse un po’ agitati dal risultato elettorale.

Ed ecco l’un contro gli altri armati.

FONTE ORIGINALE: http://www.lavika.it/2012/05/la-legge-elettorale-spacca-il-pdl/

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