Il partito dei veneti e chi non ci crede… Ben vengano le critiche

di Stefania Piazzo – L’altro giorno mi scrive un amico e mi dice: “Avete pubblicato un pezzo critico nei confronti del partito dei veneti?”. Sì. Certo, e lo rifarei. Lindipendenzanuova non è il quotidiano di un partito, non lo è del partito dei veneti, anche se riteniamo e lo abbiamo ripetutamente scritto, rappresenti la sola e unica novità politica credibile nel panorama prossimo al voto. Accogliere una critica, una riflessione di opposto pensiero non è una occasione persa. Anzi. Diceva Karl Popper: “Ben vengano le critiche”. Dio ci scampi e liberi da chi la pensa solo come noi. Da chi “ha sempre ragione”, da quelli che “non sbagliano mai”. Lo scritto in questione di Valter Roverato contiene cose che condivido, ma sono di più le cose che non condivido. Eppure l’ho pubblicato lo stesso. Detto questo, non occorre aver timore di chi non ha il nostro un idem pensiero. La questione semmai va rilanciata molto più in là. Non ragionare per opposti schieramenti. Confrontare le idee e ribattere. Un giornale libero lo fa, senza il timore di essere frainteso. Il messaggio dell’amico era per avvertirmi che qualcuno avrebbe potuto non capire. E lo ringrazio. Perchè mi regala l’opportunità di tornare a parlare di Veneto. E di chiedere, a chi critica il Partito dei Veneti, quali altre alternative vi siano in campo altrettanto omogenee e rappresentative dell’identità veneta in questo frangente. Io credo nessuna. Così come credo che la presenza di un primo reale competitore per la Salvini Premier mascherata ora in diverse leghe regionali, sia motivo di preoccupazione. E’ finita l’epoca e l’epopea di tributi bulgari. Zaia non ha competitori in grado di scalzarlo dallo scranno di governatore, ma è finito un pezzo di storia. E ne inizia un altro. Se torna a parlare veneto e non  a pestare acqua nel mortaio è meglio.

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