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Il Nordest è metropoli connessa: caro presidente Carraro, un pezzo di macroregione è già pronta

carraro

di Corrado Callegari e Stefania Piazzo – Sul Gazzettino dell’8 gennaio scorso il presidente di Confindustria Veneto, Enrico Carraro, ha scritto una grande verità. La nostra metropoli è il Nordest. E cioè un sistema connesso, che supera il vecchio modello della capitale reticolare. Prima, tutto dipendeva da questa “stella” assunta a paradigma. Irraggiava energia, risorse, attraeva tutto. Il resto era periferia, al massimo un po’ di devoluzione, di distretti. Ma non si può più parlare di “geografia delle sedi”, di blocchi diversi di sapere, di fare. Dove inizia l’area pedemontana e dove finisce? E’ solo veneta? E’ solo lombarda? E’ solo basso-emiliana? O non esiste piuttosto oramai una omogeneità di esigenze, nelle diversità, che chiedono adeguati mezzi, strumenti, infrastrutture? Milano, ha ragione Carraro, non rappresenta da sola la Lombardia, così come non può farlo Bologna per l’Emilia Romagna. O Padova, Vicenza, per il Veneto.

Lui parla di inclusione, forse modelli nuovi. Certo, interconnessi, dove la cultura viaggia con le competenze. Il Nord  che vede Carraro e che vediamo anche noi è molto liquido! Il governo regionale deve essere una sorta di facilitatore, non di moderatore o di amministratore ed esattore delle tasse locali. E perché allora, presidente Carraro, non  parlare di un sistema macroregionale, che cambi l’abito anche istituzionale, in senso di sfida e gestione  federale, dei nostri territori? Se l’efficienza diventasse concorrenza tra i territori, come avviene in Svizzera, non sarebbe meglio rispetto all’attuale schema logoro di regioni che dopo 40 anni devono ancora tirare le somme di una autonomia mancata e avvallare pedaggi autostradali che fanno a pungi col residuo fiscale negato? Si immagini, presidente, se oltre all’inclusione, le aziende che lei rappresenta, fossero anche soggetti sociali ed economici in una terra sgravata dal peso ossessionante e fuori dalla storia di metropoli lontane… Più che metropoli, ci paiono necropoli italiane.

 

Corrado Callegari – Partito dei Veneti/Grande Nord

Stefania Piazzo-direttore responsabile lindipendenzanuova.com

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2 Comments

  1. Sono d’accordo sull’apellativo di necropoli per, Roma, Napoli, Palemo, e passo a dire dove non sono d’accoprdo:
    Le “macroregioni” sono cose inesistenti e impossibili da realizzare. Certo c’e una grande necessita di ridurre il numero di regioni del Nord, le attuali sono un miscuglio di piccole e di grandi che non ha alcun senso, ne territoriale tanto meno esistenziale, quindi accorpare le piccole alle grandi loro attigue è la prima delle operazioni che il Nord indipendente e sovrano, devra fare.
    Ora quando si dice “macroregioni” cosa si intende? Un territorio di piu regioni accorpate gestite o amministrate centralmente, o un condizione di autonomia forte, che copre tutte le attivita insite nel tessuto civile e sociale escluse: Politica estera, di difesa, commercio internazionale, moneta e un organo supremo di giustizia, che sono i compiti del governo FEDERALE. Ne piu e ne meno come funziona la Germania Federale. O si tratta di una nuova invenzione inesistente e indefinita? Insomma Mettiamoci d’accordo su cosa significa MACREREGIONI.

  2. Tante belle parole ma da sempre non si vede una presa di posizione come si deve per dare una scossa a quella roma che ci sta portando verso il baratro.
    Gli industriali, specie quelli più importanti fa comodo questo sistema italiano, quindi basta belle parole o indentimenti o suggerimenti. Se veramente si vuole cambiare questo sistema italiano che fa acqua da tutte le parti si metta mano alla costiruzione e la si faccia su basi federali.
    Forse riusciremmo a rimetterci in piedi, ma dubito che si voglia veramente cambiare qualcosa.
    Lo si vede chiaramente dal fatto che siamo ancora qui a discutere da anni come mai il debito pubblico continua ad aumentare……..mistero ?!!!!!
    WSM

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