IL NEUTRINO SBALLATO, MA LA GELMINI HA UN’ALTRA IDEA

di TONTOLO

Io che son Tontolo e ho ancora la radiolina con le pile per ascoltare “tutto il calcio minuto per minuto”, quando leggo certe cose mi vien da pensare che a volte gli scienziati ci sono e a volte ci fanno.

Oggi, hanno annunciato che sono in calendario per maggio nuovi test per misurare la velocità del fascio di neutrini lanciato dal Cern di Ginevra verso i Laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di fisica nucleare. L’annuncio è arrivato dopo che a settembre scorso ci avevano raccontato che le particelle andavano più veloci della luce grazie al tunnel che aveva fatto finanziato con tanto orgoglio la ministra Gelmini, che s’era tutta impettita per aver contributo alla costruzione di una galleria – dalla Svizzera fino alla Gran Sasso – che neanche Mandrake pensava realizzabile.

Invece, dietrofront. Esperimento fallito. Tutta colpa – han detto – di un interruttore e di un cronometro sballati, che han fatto gioire prima del tempo quelli che pensavano di poter buttare al macero la teoria di Einstein. Un’anomalia tutta italiana, come ha spiegato il fisico Antonio Ereditato. La solita Italia insomma, che come Cimabue quando fa una cosa e ne sbaglia due.

La Gelmini, che è ancora convinta che il tunnel esista, pare abbia proposto di poter usare gli autovelox dei vigili di Brescia per le prossime misurazioni, sembra voglia installarne uno ogni 10 chilometri. Ha ragione, ho pensato! Basta tararli a 300.000 km/secondo. Se il neutrino fa scattare la foto si prenderanno due piccioni con una fava: primo, consegneranno alla scienza un risultato storico; secondo, daranno la multa a quei perfettini degli svizzeri, sempre pronti a far la morale ai pulcinella italiani.

 

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