Il nazionalismo e la difesa del passato. La Spagna di Vox come modello di avanguardia

Il partito sovranista spagnolo Vox presenterà al Congresso dei deputati e ai parlamenti regionali in cui ha una rappresentanza (Madrid, Andalusia, Catalogna, Valencia, Murcia, Castiglia e León, Asturie, Cantabria e Isole Baleari) varie iniziative per catalogare e preservare come “beni di interesse culturale” tutti gli edifici, le costruzioni, le croci, le targhe, le insegne legati alla guerra civile e alla dittatura franchista.

Secondo quanto annunciato dal portavoce di Vox, Jorge Buxadé, riporta l’agenzia Nova, l’obiettivo è quello di impedire che “una parte del patrimonio nazionale venga distrutta con la scusa del fanatismo ideologico” contenuto nella nuova legge sulla Memoria Democratica che entrerà in vigore nei prossimi giorni. Secondo quanto riferito dal quotidiano “El Pais”, la nuova legge obbliga solo alla rimozione e mai alla distruzione di scudi, insegne, targhe o di qualsiasi altro elemento attaccato agli edifici pubblici o situato sulla pubblica via che “glorificano” il franchismo, i suoi leader, i partecipanti al sistema repressivo o le organizzazioni che hanno sostenuto la dittatura.

In questo elenco sono inclusi anche i toponimi nella mappa stradale e i nomi dei centri pubblici, come le scuole. La legge stessa esclude già quegli “elementi di singolare valore artistico che formano parte integrante del patrimonio storico spagnolo” o quegli elementi architettonici che fanno parte della struttura dell’edificio e la cui rimozione potrebbe metterne a rischio la stabilità. In questi casi, la legge prevede l’inserimento di una menzione che consenta la “reinterpretazione” di questi elementi.

“I nostri genitori, nonni e bisnonni erano da una parte o dall’altra, ma si sono riconciliati non appena la guerra civile è finita. La sinistra ha cercato di riaprire tutte le ferite e ora vuole cancellare la nostra storia e la nostra cultura”, ha attaccato Buxadé.

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