Il ministro Madia, giovani apprendisti stregoni

di CLAUDIO ROMITI

Come mio costume prima di valutare l’operato un governo aspetto i suoi primi provvedimenti. Per questo in merito al nuovo esecutivo Renzi sospendo momentaneamente il giudizio. Tuttavia le prime dichiarazioni della ministra col pancione Madia non sembrano indicare insperati cambi da passo nella direzione di una, seppur blanda, riduzione del perimetro pubblico, conditio sine qua non per rimettere in sesto la malandata baracca italiota.

Questa giovane esponente dell’esecutivo dei rottamatori, titolare della Semplificazione amministrativa e della Funzione pubblica, non ha perso tempo nello spezzare una lancia in favore dei cosiddetti precari della pubblica amministrazione. Cavalcando la vecchia tematica del “tutti dentro tanto paga Pantalone”, al pari di tanti suoi  spregiudicati colleghi della politica di professione, l’ex pupilla di Walter Veltroni ha solennemente dichiarato di voler risolvere il problema dei tanti aspiranti al posto fisso nello Stato.  Ma così facendo, ossia stabilizzando altri reggimenti di passacarte riveriti e garantiti, lo squilibrio che sta alla base del nostro imminente disastro sociale ed economico non farà che aggravarsi.

Ciò per il semplice dettaglio che nel Paese di Pulcinella ci sono troppi individui che vivono di spesa e di tasse e troppo pochi che producono in regime di mercato. Pertanto una ulteriore sovietizzazione targata Madia non potrebbe che risultare funesta per un sistema già da tempo giunto alla canna del gas. Forse  questi ragazzetti di governo, tutti chiacchiere e distintivo, non hanno ancora compreso che i soldi degli altri sono dannatamente finiti per continuare la folle politica dei pasti gratis. Il fallimento prossimo futuro, ahinoi, darà loro la  sveglia.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Allarme scuole sporche al Sud. Gli Lsu facevano i bidelli

Articolo successivo

Il governo Renzi ha chiesto la fiducia. Cronaca di un discorso