Il governo Monti a un passo dalla crisi. Il Pdl si sfila

di REDAZIONE

Il governo Monti ha ottenuto la fiducia al Senato sul decreto crescita, ma i voti favorevoli in aula, con il Pdl che non ha votato, sono stati soltanto 127.

“Se il governo non ha più la maggioranza che aveva nel momento in cui si è insediato, a questo punto credo che Monti si debba recare al Quirinale”. Lo ha detto Anna Finocchiaro presidente dei senatori del Pd, commentando la decisione del Pdl di non partecipare al voto di fiducia sul decreto crescita a Palazzo Madama.

Il Pdl non parteciperà al voto in Senato sul decreto crescita e passerà a una “posizione di astensione nei confronti del governo”. Aveva detto poco prima il capogruppo Maurizio Gasparri in aula a Palazzo Madama. La presa di posizione è avvenuta dopo che il ministro Corrado Passera, intervenendo a una trasmissione televisiva, aveva giudicato inopportuno il preannunciato ritorno in pista di Berlusconi come candidato premier.

“La decisione del Pdl di non votare la fiducia al governo è un atto irresponsabile con cui vogliono mascherare la loro crisi e il fallimento politico di Silvio Berlusconi”. Lo ha affermato il presidente dei senatori dell’Udc, Gianpiero D’Alia.

“Il governo è morto, bisogna prenderne atto, approvare a legge di stabilità e poi andare subito al voto”.E’ stato invece il lapidario commento del senatore della Lega, Roberto Calderoli, riferendosi alla decisione del Pdl di non votare la fiducia posta dal governo sul decreto crescita in aula al Senato.

Intanto Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello si sono astenuti nel voto di fiducia sul decreto crescita. Al Senato il presidente e il vicepresidente vicario dei senatori del Pdl hanno espresso un voto di astensione, che a Palazzo Madama è considerato come voto contrario.

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