Il governo Letta ora pensa a introdurre i “super-prefetti”

di GIORGIO CALABRESI

Il governo rimette in pista le ‘super-prefetture’ per abbattere del 20 per cento i costi degli uffici decentrati. L’esecutivo di Enrico Letta riapre il dossier sul riordino degli uffici periferici centrali, corollario della spending review. Era stato annunciato esattamente un anno fa dal governo Monti, ma si era poi arenato prima delle scorse elezioni. Lo schema di decreto del Presidente della Repubblica (14 articoli, suddivisi in 5 Capi) recante “regolamento in materia di riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio” torna all’esame del consiglio dei ministri. Istituisce la cosiddetta super-prefettura, “il cui responsabile- si legge nella relazione illustrativa- viene confermato nella titolarita’ della funzione di rappresentanza unitaria dello Stato sul territorio”. Sara’ lui a coordinare tutti gli uffici statali in un determinato ambito. Al Prefetto, si legge nella documentazione allegata al provvedimento, spetta cioe’ il compito di “garantire le politiche di coordinamento dell’azione amministrativa sul territorio, secondo criteri di collegialita’ e raccordo”. Una sorta di “recettore istituzionale delle istanze e delle esigenze rappresentate dal territorio e dalle rispettive comunita’, attraverso l’istituzione del nuovo Ufficio unico di garanzia dei rapporti tra i cittadini e lo Stato”.

Così, dai prefetti passiamo, con la scusa di un leggero risparmio, si super-prefetti, quando invece queste figure eredità del più bieco centralismo, andrebbero eliminate. Evviva!

 

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