Il governo è in altomare. E se si scoprisse che è meglio fare senza?

di GIORGIO CALABRESI

Sono passate più di due settimane dal voto e il futuro governo di questo sgangherato Paese è sempre in alto mare. E la prospettiva di nuove elezioni sembra avvicinarsi: non in estate, ma molto probabilmente in autunno. A meno che non si scopra che l’Italia può andare meglio senza un governo pienamente operativo.

L’arrivo dei deputati e senatori del M5S in Parlamento per le operazioni di registrazione non modifica la linea politica ‘a cinque stelle’: nessuna fiducia ad un governo guidato dai partiti. Anzi, ”chi decidera’ di” fare accordi ”sara’ fuori dal MoVimento”. E stavolta il diktat non arriva da Beppe Grillo ma dalla capogruppo in pectore alla Camera, Roberta Lombardi, che rivendica indipendenza di pensiero dal leader del M5S. Insomma, i pontiere messi in campo da Pier Luigi Bersani hanno di fronte a loro una montagna apparentemente invalicabile. Oggi si cimentano nell’impresa Davide Zoggia, Rosa Calipari e Luigi Zanda. ”Un dialogo in trasparenza si’, perche’ in Parlamento si dialoga” ma l’accordo sulla fiducia ”non ci sara’ ”, e’ la risposta di Lombardi.

Lo spiraglio aperto da chi, anche tra i parlamentari del M5S, ipotizzava un referendum sulla alleanza con il Pd e’ stato subito chiuso. Nel MoVimento vince, e a grande maggioranza, la linea dei ‘duri e puri’. Gli obiettivi li indica Vito Crimi, capogruppo al Senato: in primis ”un governo a cinque stelle” (ma difficilmente Pd e Pdl potrebbero appoggiare un esecutivo che qualcuno gia’ ribattezza ‘pentastellato’ facendo riferimento al vecchio ‘pentapartito’). Altrimenti si puo’ andare avanti senza occuparsi della formazione del governo, a costo di lasciare l’esecutivo di Mario Monti a Palazzo Chigi a sbrigare gli affari correnti, ma legiferando attraverso il Parlamento. ”Governo o non governo, invece di chiedere fiducia in bianco, nei prossimi due mesi il Parlamento autonomamente deve mettersi al lavoro con commissioni ed Aula, senza sosta e senza giochini dilatori”, spiega il neosenatore. Lo stesso Crimi ha detto, e la cosa è stata confermata da fonti interne al gruppo, che “una presidenza delle due Camere ci tocca” e quindi se sarà offerta ai grillini, verra accettata. Ma senza nulla in cambio.  Il Movimento comunque i suoi candidati alla presidenza delle due Camere nella riunione dei gruppi che si terrà domani.

Intanto, Beppe Grillo dal blog torna a sfidare Pier Luigi Bersani ed il Pd. Ospita un intervento di Ferdinando Imposimato, ex Pds e presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione: ”gli otto punti del Pd sono acqua calda – si legge – Fa bene Grillo a non accettare”. Poi il leader ‘a cinque stelle’ chiama direttamente in causa il segretario dei democrats: ”Il M5S rinuncia ai rimborsi elettorali, Bersani forse”, campeggia sul sito di Grillo. E’ una sfida: il Pd rinunci ai finanziamenti. ”Per facilitare il compito – scrive Grillo – ho preparato il documento che Bersani puo’ firmare per ufficializzare il rifiuto. Bersani, firma qui! Meno parole e più fatti”. Poi invita tutti a far girare il messaggio. L’intenzione del M5S appare quella di proseguire a oltranza, come e’ accaduto per il Belgio che un governo non lo ha avuto per ben 540 giorni. ”Perche’ no?”, e’ la risposta di Crimi ai cronisti a Palazzo Madama che citano proprio il caso del Belgio. ”La palla – aggiunge il neosenatore – e’ al presidente Napolitano”.

Per il M5S quella della ‘prorogatio’ di Monti, lanciata la settimana scorsa da Claudio Messora sul blog di Grillo, o di un governo del presidente appoggiato da Pd-Pdl-Lista Civica ma senza M5S non e’ una provocazione. Lo si capisce quando lo stesso Crimi non nasconde le ambizioni dei gruppi parlamentari del M5S: ”Ci aspettiamo un questore e un vicepresidente alla Camera e un questore e un vicepresidente al Senato”. Quanto alla presidenza di una delle Camere, ”se vogliono darcela, noi diciamo grazie”. L’obiettivo e’ avere ruoli chiave in Parlamento e mettere i partiti in difficolta’. E si parte subito con una sfida al Pd. Al Senato ”se saremo in Giunta per le elezioni – minaccia Crimi – voteremmo per l’ineleggibilita’ di Berlusconi in quanto concessionario di servizio pubblico. E ci aspettiamo che anche altri votino per l’ineleggibilita’, poi sia Berlusconi a fare ricorso”.

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