Il giudice: l’Italia non aveva alcuna sovranità su Trieste

di ROBERTO GIURASTANTE

Quanto accaduto nel tribunale di Trieste ha segnato un punto di svolta nella battaglia legale per il riconoscimento dei diritti dei cittadini del Territorio Libero. Per la prima volta da quando la questione è stata sollevata e portata davanti all’autorità giudiziaria italiana un giudice ha riconosciuto che il Territorio Libero di Trieste è stato amministrato fino al 1975, non avendo su di esso lo Stato italiano alcuna sovranità.

Ci sono voluti ventisette mesi. Ventisette mesi in cui ogni legittima richiesta dei cittadini di Trieste per ottenere il rispetto dei propri diritti garantiti dal Trattato di Pace del 1947 è stata inesorabilmente respinta con la stessa formula: inammissibile e infondata. Sempre con ordinanza, e non con sentenza. Almeno per quanto riguarda il campo penale. Quello che in questo contesto conta di più. Perché condannare, magari a pene detentive, persone che si dichiarano cittadini di un altro Stato con le leggi inapplicabili della Repubblica italiana, può portare a più di qualche problema. Questo naturalmente per uno Stato democratico dell’Unione Europea che si riconosca nella validità dei trattati internazionali.

Anche il giudice Piero Leanza si è espresso con un’ordinanza, ma questa è una di quelle decisioni che lasciano il segno, che spazzano decenni di teorie di diritto capovolte con le quali si è semplicemente voluto affermare l’impossibile, ovvero che Trieste è sempre stata italiana non essendo mai effettivamente cessata quella sovranità acquisita con la forza nel 1918. Questo giudice ha dichiarato che il Memorandum di Intesa di Londra ha trasmesso all’Italia la sola amministrazione civile provvisoria della Zona A del Territorio Libero di Trieste. Questo fino al 1975, quando con il Trattato di Osimo l’Italia avrebbe riottenuto la sovranità sul territorio di Trieste.

Non si può essere d’accordo su quest’ultimo punto. Il trattato di Osimo è un semplice accordo bilaterale tra Italia ed ex Jugoslavia, e non poteva certamente modificare il Trattato di pace fonte di diritto superiore e quindi prevalente. Trattato di Pace con il quale l’Italia Paese sconfitto subiva la perdita di Trieste e del suo porto. E quando mai al Paese sconfitto è concesso il diritto di non rispettarlo quel Trattato? Norme speciali non scritte che valgono solo per l’Italia, oppure modifica di fatto dell’ordinamento internazionale da codificare nei trattati internazionali? Ma rimane comunque indiscutibile che, secondo lo stesso giudice, dal 1954 al 1975 l’Italia non aveva la sovranità su Trieste amministrata provvisoriamente con mandato fiduciario stabilito dal Memorandum di Londra. Non avendo la sovranità l’Italia non poteva imporre le proprie leggi e il proprio ordinamento.

E allora come è possibile che nel 1963 Trieste sia stata incorporata con la Zona A del Territorio Libero di Trieste nella costituenda Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia? E che i cittadini di Trieste si siano visti attribuire la cittadinanza italiana non richiesta e non imponibile da un Paese terzo? E che abbiano dovuto prestare servizio militare nelle Forze Armate della Repubblica italiana e pagare le tasse allo Stato italiano?

In collaborazione con http://robertainer.blogspot.it/

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