Il gioco dell’oca. Veto su Conte, anzi no. Serviva una crisi per tornare al via?

di Giovanni D’Acquino – Si parte dal programma per arrivare a tentare di sciogliere il nodo dei nodi: il nome del nuovo presidente del Consiglio. Tutte le forze della maggioranza uscente, Pd e M5s in testa, hanno indicato a Roberto Fico il nome di Giuseppe Conte e puntano a un reincarico per l’avvocato, ad eccezione di Italia viva che, però, non pone un veto ma la precondizione che si parta prima dai contenuti perché – è il refrain – i nomi vengono dopo.

Oggi alle 9,30 Fico ha convocato nuovamente i partiti per avviare il tavolo di lavoro sul programma. E domani la terza carica dello Stato dovrà riferire a Mattarella l’esito dell’esplorazione.

“E’ emersa da parte delle forze politiche la disponibilità comune a procedere in un confronto su temi e punti programmatici per raggiungere una sintesi. Per questo ho promosso l’avvio di questo confronto nella mattinata di lunedì qui a Montecitorio”, si limita a spiegare il presidente della Camera chiudendo gli incontri con le delegazioni. Non si tratta di un risultato scontato, osservano fonti parlamentari di maggioranza.

Un incontro collegiale tra i leader – anche per affrontare il nodo premier – rientrerebbe nella cornice del mandato esplorativo che il Capo dello Stato ha affidato al presidente della Camera. Ma si tratta di uno step successivo. Alla fine, come nel gioco dell’oca, si torna al  via. da dove si era partiti. Serviva una crisi?

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