IL GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO FRUTTA MILIARDI E ROVINA LE FAMIGLIE

di Gigi Cabrino – Il gioco d’azzardo vale ogni anno all’incirca 110 miliardi, praticamente quanto viene speso per la sanità su tutto il territorio italiano; sono quasi 90mila i gestori di sale slot ai quali vanno aggiunte le slot machines nei bar e locali oltre al crescente fenomeno del gioco on line; a tutto questo va aggiunto il gioco illegale che sfugge ai controlli ufficiali.

Centinaia di migliaia di famiglie letteralmente rovinate dal gioco che spesso assume forme compulsive e patologiche, usurai sempre pronti ad approfittare della debolezza psicologica del giocatore patologico e sistema di tassazione agevolato per i gestori di sale gioco che versano nelle casse dell’erario somme irrisorie se confrontate alla mole di utili realizzati.

Il Piemonte, in un raro momento di Politica con la “P” maiuscola durante il passato mandato amministrativo 2014/19, sotto l’amministrazione Chiamparino ha approvato all’unanimità una legge di contrasto al gioco patologico con la quale si imponevano limiti in merito alle distanze da mantenere da parte di gestori di strutture di gioco d’azzardo rispetto a luoghi sensibili come scuole, centri giovanili, chiese ed oratori; inoltre erano previste delle limitazioni orarie all’apertura delle sale da gioco.

In pochi anni questo provvedimento- approvato all’unanimità – è bene ricordarlo, ha dato i suoi frutti, i giocatori patologici sono calati rispetto alle altre regioni.

Nel corso del 2021 la nuova amministrazione regionale ha proposto ed approvato un radicale cambio di rotta, eliminando i limiti di distanze e di orari imposti dalla precedente normativa regionale e nel giro di pochi mesi le macchinette da gioco sono ricomparse di fronte a scuole e altri luoghi sensibili.

Non è bastata l’astensione di una parte della maggioranza di centrodestra e nemmeno il silenzio “molto eloquente” del presidente Cirio durante le votazioni della nuova normativa che, secondo molti esponenti politici piemontesi, pare scritta direttamente dalle potenti lobby del gioco d’azzardo.

Da alcuni giorni diverse sigle dell’associazionismo dagli orientamenti più disparati hanno iniziato una raccolta firme per presentare una proposta di legge popolare finalizzata alla revisione in senso restrittivo della normativa regionale sul gioco d’azzardo e nei prossimi mesi il tema del gioco tornerà ad essere centrale; resta poco comprensibile l’atteggiamento del “socio forte” della maggioranza di governo piemontese, la Lega, che nella passata amministrazione ha sostenuto le limitazioni di spazio ed orario alle strutture di gioco d’azzardo mentre appena andata al governo della regione piemontese si è affrettata ad eliminarle.

Gigi Cabrino

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Per la ristorazione del Nord è ancora stato d'emergenza

Articolo successivo

Fontana, a breve bozza su autonomia. Bernardelli: 5 anni per l'aria fritta