Il Garante: via la privacy sui nomi dei furbetti del bonus

La vicenda dei parlamentari che avrebbero percepito il contributo governativo di 600 euro per le partite iva e per i lavoratori autonomi resta l’unico tema politico aperto in queste calde giornate agostane. La diffusione dei loro nomi resta un punto su cui la quasi totalità dei partiti chiede chiarezza. Il movimento 5 stelle ha fatto firmare ai propri deputati la liberatoria che autorizzerebbe l’Inps a rendere pubblici i dati, ma a chiarire la situazione oggi è arrivato il GARANTE della privacy, Pasquale Stanzione, che con una nota spiega che la normativa vigente “non è d’ostacolo alla pubblicità dei dati relativi ai beneficiari del contributo laddove, come in questo caso, da ciò non possa evincersi, in particolare, una condizione di disagio economico-sociale dell’interessato”.

Ciò vale, spiega il GARANTE, “a maggior ragione, rispetto a coloro per i quali, a causa della funzione pubblica svolta, le aspettative di riservatezza si affievoliscono, anche per effetto dei più incisivi obblighi di pubblicità della condizione patrimoniale cui sono soggetti”. Il GARANTE ha inoltre reso noto che sarà aperta una istruttoria in ordine alla metodologia seguita dall’Inps rispetto al trattamento dei dati dei beneficiari e alle notizie al riguardo diffuse.”

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