Il fumo, lo Stato e l’agonia imposta dall’erario del vizio

fumettoevasionedi ROSANNA MARANI – Ritengo che il sacrosanto divieto di fumo appena definito dallo Stato così premuroso nella tutela della nostra salute, nasconda un messaggio occulto. Si, credo che lo Stato voglia avere il privilegio di ucciderci, evitandoci il fastidio del suicidio. Già, produce le sigarette, le vende e ci guadagna. Permette le emissioni inquinanti degli allevamenti intensivi e delle auto, non bonifica i terreni inzuppati di percolato, sorvolando sul proliferare di orti rigogliosi di tossine, è complice dell’avvelenamento quotidiano con cui imbandiamo la nostra tavola e ci guadagna. Si allea con le lobbies industriali che sradicano alberi e onde per profitto petrolifero, lascia intatti i mostri dell’abusivismo, favorendo disastri, alluvioni, ammorbamenti e ci guadagna. Dunque, dimostra la sua sollecita cura nell’indirizzarci alla morte che più gli aggrada, ma dopo aver tratto il massimo guadagno dalle nostre malattie ed avere ottemperato ai suoi debiti di (dis)onore, restando in combutta con le case farmaceutiche. Ah, non ci permette di praticare l’eutanasia, poiché preferisce sogghignare sotto i baffi dell’Erario, mentre assiste alla nostra lenta agonia.

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