Il film di parole sulla Scozia/6

di GIOVANNI D’ACQUINOscozia

Ordine pubblico, e minaccia di sceessione… dei ricchi da Edimburgo. Il fronte del no gioca le ultime carte, ma c’è anche di dice che se vincesse il Sì, Cameron dovrebbe dimettersi.

 

(Agi) – Qualunque sia il risultato del referendum scozzese di giovedi’, la polizia si sta preparando per il rischio di proteste ed eventuali violenze da entrambe le due parti. Lo scrive l’Independent, quotidiano progressista britannico, che riporta interviste a commissari della polizia scozzese e a esperti di sicurezza di Edimburgo. Secondo il giornale, il livello di allerta e’ comunque alto, nonostante finora il dibattito si sia svolto in maniera pacifica e nonostante il movimento scozzese non abbia praticamente mai mostrato atteggiamenti violenti in passato. Ma a preoccupare, questa volta, sono le eventuali proteste di strada, che in certi casi potrebbero degenerare. Intervistato dal quotidiano, il capo della federazione scozzese delle forze di polizia, Brian Docherty, ha detto che “monitoreremo soprattutto la notte elettorale, cercando di osservare quello che succede”. Inoltre, il commissario ha aggiunto che “risponderemo appropriatamente a qualsiasi problema dovesse sorgere dopo i risultato”, che e’ atteso per le prime ore della mattina di venerdi’. Qualche preoccupazione e’ arrivata anche domenica, dopo la protesta di migliaia di indipendentisti sotto la sede scozzese di Glasgow della Bbc, accusata di non essere imparziale nella copertura della campagna per il referendum. La polizia ha comunque ribadito la sua “fiducia” nei confronti dei movimenti per l’indipendenza, “ma mai dire mai”, ha detto Docherty. Le forze dell’ordine in queste ore stanno anche collaborando con le autorita’ elettorali per garantire votazioni pacifiche ai seggi.

(Adnkronos) –  Un milionario scozzese su sette potrebbe lasciare la Scozia in caso di vittoria dei “sì” nel referendum di giovedì. A rivelarlo è un rapporto della rivista Spear’s e della società di consulenza WealthInsight. Gli esperti puntano il dito contro il regime fiscale e la instabilità finanziaria di una Scozia separata dal resto del Regno Unito. Altra conseguenza penalizzante dell’indipendenza, secondo il rapporto, la possibilità che molte imprese trasferiscano le loro sedi in Inghilterra. Tra gli imprenditori che potrebbero emigrare a sud del confine, Michelle Mone, creatrice della linea di intimo ‘Ultimo’, che si è già detta pronta a trasferirsi a Londra. “Se c’è una cosa che i ricchi, e la maggior parte delle persone, detestano è l’incertezza, non da ultima quella relativa alle leggi e alle tasse – ha dichiarato l’editore di Spear’s, Josh Spero – Nel lungo, oscuro e difficile periodo tra il voto e un’eventuale indipendenza, i ricchi scozzesi, potrebbero andare al di là del confine con l’Inghilterra che ha un sistema fiscale più ragionevole e vantaggioso”.

(Ansa) – Il 30% dei britannici ritiene che il premier David Cameron si debba dimettere nel caso in cui la Scozia conquisti l’indipendenza con il referendum del 18 settembre. E’ quanto emerge da un sondaggio di ComRes, secondo cui, invece, il 48% degli intervistati pensa che il premier debba restare al suo posto. E se anche gli unionisti vincessero il referendum ma con una vittoria di misura, c’e’ pur sempre un 25% di cittadini che chiede l’uscita di scena di Cameron. Non va molto meglio per Ed Miliband, il leader dei laburisti: il 24% vuole le sue dimissioni in caso di indipendenza scozzese.

(Adnkronos) –  Ancora in calo nella seconda seduta della settimana la Borsa di Milano, che mostra un andamento incerto insieme alle consorelle europee. L’attesa degli investitori è per le decisioni sulla politica monetaria che saranno prese e illustrate domani dopo la riunione del Federal Open Market Committee iniziato oggi. C’è grande attesa anche per il referendum di giovedì, quando gli scozzesi andranno alle urne per decidere se rimanere nel Regno Unito. Il Ftse Mib cede a fine seduta lo 0,30% a 20.788 punti, l’All Share chiude a 21.992 punti (-0,34%). Lo spread tra Btp e Bund tedeschi a 140,2 punti, in ribasso rispetto all’avvio a 146. Sul paniere milanese chiude maglia nera Yoox (-4,88%), mentre ritorna oggetto di acquisti Eni (+0,75%) dopo una serie di sedute in calo. Agguantano la ripresa dall’apertura gli indici di Wall Street, che girano entrambi in positivo grazie ai titoli del comparto energetico. Il Dow Jones avanza dello 0,54% a 17.122 punti, il Nasdaq segna +0,36% a 4.534 punti. 

(Ansa) – Il futuro del Regno Unito e’ a rischio, anche in caso di una vittoria di misura del ‘no’ alla secessione nel referendum scozzese del 18 settembre. E’ quanto afferma uno studio della londinese Chatham House, secondo cui il Paese ne uscirebbe fortemente indebolito qualora solo una risicata maggioranza di elettori scozzesi decidesse di restare nell’Unione. ”Questo avrebbe significative ripercussioni per il futuro del Regno Unito riguardo la politica estera e la difesa”, si legge nel rapporto. Secondo Chatham House, il governo di Londra, di fronte ai forti consensi conquistati dai secessionisti, potrebbe essere obbligato a ritirare il suo arsenale nucleare, rappresentato dai sottomarini del programma Trident, che si trovano in Scozia, rispondendo cosi’ a una richiesta di Edimburgo. Il tutto avrebbe costi molto elevati e potrebbe provocare una revisione del sistema di difesa britannico, fatto che preoccuperebbe non poco gli alleati di Londra, a partire dagli Usa. 

(Ansa) – Giovedi’ 18 settembre gli scozzesi sono chiamati a decidere se vogliono restare o meno all’interno del Regno Unito. Le operazioni di voto nello storico referendum sull’indipendenza cominceranno alle 7 del mattino e si concluderanno alle 22 dello stesso giorno (le 23 in Italia). La consultazione si basa su un quesito formulato in maniera diretta: ‘Dovrebbe la Scozia essere un Paese indipendente?’, cui viene richiesta una risposta secca: ‘Si” o ‘No’. Hanno diritto al voto tutti i residenti in Scozia registrati negli elenchi elettorali e per la prima volta sono ammessi anche i giovani di 16 e 17 anni. Vengono indicate, anche se in via non ufficiale, le 7 di venerdi’ mattina come orario in cui si conoscera’ il risultato finale del referendum. Ma ci sono una serie di incognite: mancano precedenti per un confronto, si aspetta una affluenza record (si e’ iscritta al voto il 97% della popolazione scozzese, 4,3 milioni di persone), le operazioni di scrutinio potrebbero essere piu’ difficoltose in alcune zone piu’ remote, come le isole. I conteggi inizieranno subito dopo la chiusura delle urne nelle 32 circoscrizioni scozzesi. I singoli uffici elettorali riporteranno il risultato al funzionario che coordina tutte le operazioni di voto, Mary Pitcaithly, che verifichera’ e dara’ l’autorizzazione per gli annunci a livello locale. La dichiarazione del risultato nazionale verra’ annunciata da Pitcaithly una volta conosciuto l’esito del voto in tutte le 32 circoscrizioni.

 

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