Il dr. Garagozzo, Agenzia delle Entrate: un italiano vero, in galera!

di TONTOLO

Emerge con crescente chiarezza la straordinaria efficienza dello Stato italione  e in particolare della mitica Agenzia delle Entrate. Le retate nelle più famose località turistiche sono riuscite a fare grande pubblicità all’operatività da telefilm americano dei solerti finanzieri, a fare vedere la mano dura dello Stato contro quei mascalzoni di evasori, a fare piangere anche i ricchi e – naturalmente – forse anche a recuperare qualche soldino. Ma c’è di più e di meglio. Qualche figuro ha insinuato che i blitz avessero anche un risvolto negativo nel colpire l’iniziativa privata in tutte le sue forme. Invece no! Si è scoperto che favorivano proprio la più privata delle iniziative, quella dell’economia creativa. Nel corso dell’azione lampo contro gli orafi di Ponte Vecchio,  qualche televisione aveva mandato in onda l’intervista a tale dottor Nunzio Garagozzo, direttore dell’Agenzia delle Entrate di Firenze,  che – col piglio severo del fedele servitore dello Stato – stigmatizzava l’efficienza dell’operazione e il suo ruolo di “esempio” e monito per tutti i birichini. Oggi si scopre che lo stesso utilizzava anche le ispezioni per arrotondare:  è finito in carcere per concussione e induzione alla corruzione. Insomma faceva cassa chiedendo agli inquisiti un bakshish per “chiudere un occhio” su taluni comportamenti troppo disinvolti. Il sito dell’Agenzia riporta, in nome della trasparenza, i curricula dei suoi funzionari ma omette la provenienza. Nome e cognome del Nunzio Garagozzo non lasciano però dubbi: è un italiano vero.


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