Il divieto anti talk-show di Grillo? E’ come l’editto bulgaro di Berlusconi

di GIORGIO CALABRESI

“La Tv sara’ costretta  a rincorrere Grillo, a dare spazio a chi fa resistenza nascondendosi, giacche’ la forma migliore di resistenza e’ quella di tirarsi fuori. In questa chiave, l’editto del 2.0 di Grillo e’, paradossalmente, come l’editto bulgaro di Berlusconi. E, in questa simmetria, Santoro, Biagi e Luttazzi di allora sono, adesso, Corrado Formigli, che ha svelato con l’intervista a Favia il dissenso interno al movimento 5 stelle, Gad Lerner, che rappresenta l’intellighenzia di ‘Repubblica’, e Fabio Fazio, che rappresenta, in qualche modo, il conformismo della cultura di sinistra”.  Non usa giri di parole, come suo costume, Carlo Freccero, direttore di Rai 4 nel commentare, a Zapping 2.0 su Radio 1, il divieto imposto da Beppe Grillo ai suoi militanti di frequentare i talk-show delle principali televisioni generaliste.

Sulla questione “editto” interviene anche il consigliere regionale del M5S Giovanni Favia: “Il movimento non deve ricalcare i vizi
dei vecchi partiti. La fedeltà dovrebbe sparire, ci dovrebbe essere invece lealtà. Si è fedeli tra coniugi o a delle idee. La fedeltà cieca verso le persone è propria solo dei cani”.  Per Favia adesso “abbiamo bisogno tutti di un bagno di umiltà” e all’Unità ripete che “è sbagliato criminalizzare il dissenso, la biodiversità del pensiero è una ricchezza”. In un’altra intervista, poi, Favia ha spiegato che “Grillo è un megafono ma noi non siamo sue marionette. Non siamo un fan club. Personalmente spero che i miei rapporti con Grillo si aggiustino col tempo ma ora per me conta la fiducia dei cittadini”. Grillo, aggiunge, “ha un’idea di garante un po’ invasiva, che non solo fa rispettare le regole ma le stabilisce”. La polemica con Federica Salsi? “Esagerata” come è “sbagliato confrontarsi con un proprio consigliere sul blog, a volta basterebbe una telefonata”.

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