Il Covid si porta via 300mila imprese. Restano aperte solo le botteghe della politica romana

di Roberto Bernardelli – Sapete quanto costa l’effetto combinato del Covid e del crollo dei consumi del 10,8% (pari a una perdita di circa 120 miliardi di euro rispetto al 2019)no? Le cifre porta a stimare per il 2020 la chiusura definitiva di oltre 390mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi di mercato, fenomeno non compensato dalle 85mila nuove aperture.

Pertanto, la riduzione del tessuto produttivo nei settori considerati ammonterebbe a quasi 305mila imprese (-11,3%). Di queste, 240mila, esclusivamente a causa della pandemia. In altre parole, l’emergenza sanitaria – con tutte le conseguenze che ne sono derivate, restrizioni e chiusure obbligatorie incluse – ha acuito drasticamente il tasso di mortalita’ delle imprese che, rispetto al 2019, risulta quasi raddoppiato per quelle del commercio (dal 6,6% all’11,1%) e addirittura piu’ che triplicato per i servizi di mercato (dal 5,7% al 17,3%). Questa la stima dell’Ufficio Studi Confcommercio sulla nati-mortalita’ nel 2020 delle imprese del commercio non alimentare, dell’ingrosso e dei servizi (nota completa su www.Confcommercio.it, sezione Ufficio Studi).

Restano invece aperte tutte le botteghe della politica, che non hanno avuto restrizioni, tagli, casse integrazioni, lockdown né una riduzione degli stipendi. Avanti così.

Onorevole Roberto Bernardelli, Presidente Grande Nord

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