Il Covid è la Cernobyl del 21° secolo: la pandemia si poteva evitare

La pandemia di Covid-19 è la “Chernobyl del 21° secolo” e poteva essere evitata. Ad affermarlo è il panel indipendente per la prontezza e la risposta alla pandemia voluto dall’Oms per esaminare la risposta al Covid-19, anche da parte della stessa agenzia Onu. “Un cocktail tossico”: questa è stata secondo il panel la risposta alla pandemia, con ritardi ed errori. Nel tentativo di ricostruire cosa abbia portato il virus a diffondersi tanto da uccidere quasi 3,4 milioni di persone nel mondo, il gruppo di esperti ha individuato gravi falle sia da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità che da parte di singoli governi.

Una valutazione che giunge nello stesso giorno in cui il premier britannico Boris Johnson ha annunciato un’inchiesta pubblica indipendente sulla gestione della pandemia nel Regno Unito. Le famiglie delle vittime del coronavirus la chiedevano dalla scorsa estate, ma finora BoJo aveva sempre detto che non era il momento giusto: con il via libera, l’inchiesta prenderà il via nella primavera del 2022. L’annuncio è stato accolto con favore, ma il leader dei laburisti Keir Starmer e il gruppo Covid-19 Bereaved Families for Justice hanno chiesto di anticipare l’indagine. L’Independent Panel for Pandemic Preparedness and Response, questo il nome il gruppo indipendente incaricato dall’Oms, era guidato dalla ex presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf e dalla ex premier della Nuova Zelanda Helen Clark.

Il suo lavoro è stato sintetizzato nel report dal titolo ‘Covid-19: Make it the Last Pandemic’, cioè ‘Covid-19: facciamo in modo che sia l’ultima pandemia’, in cui individua cosa non è andato, al fine di evitare che si ripeta qualcosa di simile, e per questo avanza anche delle raccomandazioni.Per gli esperti indipendenti non c’è un unico responsabile: “Abbiamo identificato fallimenti a ogni livello e crediamo che sarebbe stato possibile evitare questa pandemia ma non possiamo semplicemente puntare il dito su una persona che sia alla fine responsabile, in realtà non c’è una persona o una nazione responsabile”.

“Mentre il virus si diffondeva, le informazioni si accumulavano e le decisioni venivano ritardate in attesa di risposte a laboriosi scambi di e-mail ufficiali”, ricostruiscono gli esperti, sottolineando che l’Oms avrebbe dovuto dichiarare l’epidemia in Cina un’emergenza internazionale prima di quanto sia avvenuto, cioè avrebbe dovuto farlo già nel meeting del suo comitato d’emergenza del 22 gennaio, senza aspettare il 30 gennaio. Il mese successivo, poi, è andato “perso” mentre i Paesi non adottavano subito misure appropriate ad arginare i contagi. “Questo non deve avvenire più”, ha detto una delle co-presidenti del panel, “deve essere l’ultima pandemia a causare distruzione sulla scala che stiamo testimoniando oggi”.

Gli esperti chiedono maggiori poteri per l’Oms, ritenendo che debba “avere i poteri necessari a indagare rapidamente su epidemie motivo di preoccupazione”, che le dovrebbe essere “garantito rapidamente diritto di accesso e dovrebbe poter pubblicare informazioni senza attendere l’approvazione di Stati membri”. Per evitare una nuova pandemia catastrofica, il report suggerisce delle riforme che ritiene cruciali: fare in modo che l’Oms abbia un Consiglio per le minacce sanitarie globali in grado di ritenere responsabili gli Stati membri; istituire un sistema di sorveglianza per le malattie che possa pubblicare informazioni senza il via libera degli Stati coinvolti; definire i vaccini dei beni pubblici e creare un organismo internazionale che raccolga finanziamenti per l’eventualità di una pandemia.

Photo by Pablo Stanic

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