IL CAVALIERE E L’OSSESSIONE GRILLO. MA ORMAI E’ FUORI GIOCO

di GIANLUCA MARCHI

Che picchiata! Il Pdl, il partito che solo quattro anni fa aveva conquistato l’Italia (insieme alla indispensabile stampella leghista) si sta sciogliendo come neve al sole. Guardate il grafico che pubblichiamo e capite che sta succedendo dalle parti di Berlusconi e compagnia. Una compagnia, per la verità, che ormai sembra ridotta in armata brancaleone, e dove si cerca disordinatamente di trovare un tappo da mettere al buco. Ma ogni volta che si tenta una soluzione, il buco si allarga sempre di più. Il Barometro politico di Demopolis, come vedete, colloca il Pdl al 17%, e tuttavia punto più punto meno ormai quasi tutti gli istituti di rilevazione non si discostano molto da questi livelli. E siamo arrivati al punto che, per alcuni di essi, la somma di Pdl e Lega sta addirittura sotto al dato attribuito al Pd, che pure non è che goda di buona salute.

Ma ciò che sta facendo andare il Cavaliere fuori di testa è che il Movimento 5 Stelle ormai ha raggiunto le quotazioni del Popolo delle Libertà, e in alcuni casi lo ha già sopravanzato in seconda posizione. E dato che i trend sono evidenti, cioè in ascesa per i grillini e in discesa per i pidiellini, ormai appare chiaro che il partito berlusconiano è destinato se va bene a essere la terza forza dello scenario politico italico così terremotato, mentre secondo alcuni il M5S potrebbe anche tentare l’assalto alla posizione del Pd.

Restiamo ad Arcore e dintorni, per dire che il Berlusca è ossessionato dal successo travolgente di Beppe Grillo, e non riesce a darsi pace come un fenomeno del genere (e qui non entriamo nelle valutazioni politiche, ma semplicemente rimaniamo nel contesto elettorale e mediatico) sia potuto crescere grazie sì al traino rappresentato dal comico genovese, ma si stia imponendo senza spendere valanghe di quattrini e stando il più possibile lontano dalle sue coccolate televisioni. “Ma come – deve arrovellarsi il Cavalier Pequenio -, per vincere in politica sono sceso in campo in prima persona, io che ero e sono il numero uno, c’ho messo valanghe di soldi e ho schierato tutti i miei canali televisivi, senza dimenticare giornali e giornalucoli vari, e questi quattro sciamannati ora mi bagnano il naso grazie a un comico escluso dalla tv e a quella roba lì, la Rete, insomma internet. Dove ho sbagliato, io che sono infallibile?”.

Non riuscendo per la prima volta a darsi una risposta plausibile, il Cavalier Pequenio, insuflato dalla Santadeché, si sta disordinatamente buttando all’inseguimento dei grillini. E così pensa che siano sufficienti delle “pazze idee”, come ama chiamarle, per recuperare terreno, per riprendersi tutto ciò che lui ritiene suo per grazia ricevuta, cioè il primato in qualsiasi operazione intraprenda. Ecco perciò la prima pazza idea, quella di stampare euro con la zecca italiana, archiviata nel giro di poche ore, ed ecco la seconda: inseguire e tallonare Grillo con un altro uomo di spettacolo. E chi se non meglio di Gerry Scotti, così amato dalle casalinghe teledipendenti, quelle che del Berlusca hanno sempre fatto la fortuna politica ed economica? Peccato che l’interessato non sembri affatto intenzionato. E poi in Parlamento ha già fatto un primo passaggio, con la casacca socialista ai tempi della Prima Repubblica, e non è che la traccia lasciata sia stata significativa.

Povero Berlusca, ormai è un uomo sull’orlo di una crisi di nervi, anzi già in preda a una crisi di nervi. Forse per la prima volta nella sua vita gli si sta sfasciando in mano qualcosa che ha creato (a parte i matrimoni!). Lasci il campo in tempo prima che gli si sfasci anche altro a cui tiene molto di più. Il suo tocco da re mida è tramontato, i colpi di teatro non funzionano più, ma soprattutto s’è archiviato l’imbesuimento di molti italiani per lui.

 

 

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