IL CAV. PEQ. VUOL FARE IL PRESIDENTE… SI, DI UN BORDELLO

di TONTOLO

Oggi il vecchio Cavalier Pequenio, cioè Silvio Berlusconi, ha voluto tornare sulla scena politica, quantomeno per cercare di adombrare lo svolgimento del processo Ruby. E così, insieme al portaborse e portacqua Angelino Affanno, ha presentato un progetto di riforma costituzionale che vorrebbe introdurre il semipresidenzialismo alla francese. Vedete, ha sottolineato il Cav Peq, noi siamo simili alal Grecia, mentre in Francia in quattro e quattr’otto hanno eletto un nuovo presidente (tiè, deve aver detto fra sé l’ex premier pensando al gran nemico Sarkò) e questi in due giorni ha messo in piedi il nuovo governo. Dunque, suvvia, una volta tanto si imitino i non troppo amati francesi. E il lacchè Affanno, intervenendo per ribadire, ha inanellato (volutamente, secondo noi) il lapsus di chiamare il Cav Peq come presidente della Repubblica. E subito tutti in coda, i colleghi giornalisti, a chiedere al peggior presidente del Consiglio della storia (ci ha ridotto o no con le pezze al culo, dopo averci raccontato la favoletta che tutto andava bene madama la marchesa, ma lui preferisce la marchesina!!!) se si candiderà al Colle con i nuovi poteri. Ma fatemi un piacere: il presidente sì, ma di un bel bordello… Anche se l’Italia è più di un bordello.

Ma chi lo vuole più il Cav Peq? Persino i suoi servi vorrebbero che si togliesse di torno. Lui, invece, rientra sulla scena con un duplice obiettivo: da una parte, puntellare il Pdl in caduta libera di consensi interni ed esterni, e dall’altra far vedere (anche a chi lo ‘snobba’ come Casini o Montezemolo, sebbene Alfano neghi ci siano “veti”) che quando si parla di area dei moderati lui ha ancora una partecipazione azionaria con cui bisogna fare i conti e che di andare ad Antigua non ha alcuna intenzione. Non è forse un caso, dunque, se questa volta il Cavaliere ha evitato di collocarsi nel ruolo di padre nobile del Pdl. E se qualche giorno fa ha negato l’intenzione di ricandidarsi come premier, oggi si è limitato a dire che farà ciò che gli chiede il partito (vabbè, ha sempre rasentato la comicità…). Un partito che magari vorrebbe anche camminare sulle sue gambe ma che non ha ancora superato il complesso d’Edipo. Oddio, partito: quel che resta del partito di plastica oggi liquefatto.

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5 Comments

  1. Berlusca politicamente è diventato superfluo.
    Non attacca più.
    Anche il Pdl , come la lega, dovrebbe chiudere ,ed ognun per sè.
    E’ un calderone informe assolutamente ondivago e senza veri programmi degni.
    Non è mai stato un movimento che rappresentasse le istanze liberali di cui si riempiva la bocca il berlusca della prima ora.
    E’ una specie di gerontocomio politico in cui han trovato rifugio i relitti della prima ladra repubblica.
    E lì , tutti insieme interessatamente, han continuato a non fare quel che promettevano, nel frattempo ben pagati e nel frattempo causa della rovina della gente comune.
    Berlusca non conta più nulla, e qualcuno glielo deve dire.
    E’ anziano, che si ritiri.
    Chiuda bottega e si goda gli ultimi anni.
    Non è in condizione di fare alcun che.
    L’italia è ormai in china discendente.
    E nessuno la ferma.
    Dobbiamo solo aspettare che gli eventi facciano il loro corso.
    Ed invitare questi approfittatori , venditori di parole e incapaci a non romperci le palle.
    Senza di loro ci si arrangia meglio e più in fretta.
    Da soli, senza esser quotidianamente derubati.

  2. Scusate, ma almeno lui una proposta l’ha fatta. Gli altri, hanno solo aspettato che aprisse bocca per ricominciare a dire di no su tutto come al solito. Ma un’ altra proposta, no? Premetto che non ho votato il suo partito.

  3. Il Cavalier Pequenio vuol fare il presidente della repubblica,.. ottimo, su dai che si ride un’altro po,..

    Repubblica presidenziale alla francese, anche noi vogliamo “le petit Napoleon”, ou le “petit Berluscon”… ah ah ah ah

    Ma veramente questi individui sono scollegati dalla realtà,..

    Ma comunque cavaliere, insista, che se insiste una bella zuffa alla fine ci arriva, su dai che la Francia oltre ad essere ua rep. presidenziale, la si ricorda per aver introdotto la ghigliottina…

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