Il caso Crema e l’avviso di garanzia alla prima cittadina – Rizzi, lo Stato non vuole sindaci ma prefetti. Ma occorre ribellarsi anche contro le tasse

di Monica Rizzi – La vicenda dell’avviso di garanzia alla sindaca di Crema per le dita schiacciate di un bambino nella porta all’asilo, dice che cosa sia questo Stato. Uno Stato che non vuole sindaci ma prefetti. Lo affermi chiaramente, e torniamo indietro nel tempo in  un batter di ciglia.

Lo Stato esattore e giudice supremo, ci rende prigionieri di noi stessi. Quale differenza passa tra uno stato di polizia e questo evento giudiziario lunare? Il presidente dell’Anci, quindi di tutti i sindaci d’Italia, annuncia che tutti i sindaci si costituiranno “parte civica”. Ecco per onore di cronaca la dichiarazione di Antonio Decaro, che è anche sindaco di Bari.

“Quanto accaduto alla SINDACA di CREMA, Stefania Bonaldi, è l’ennesima testimonianza di quello che l’Anci e tutti i sindaci Italiani stanno denunciando ormai da tempo”. Lo afferma il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro intervenendo sulla vicenda denunciata dalla SINDACA di Cremona raggiunta da un provvedimento giudiziario per un incidente avvenuto in un asilo della sua città. “Non è nostra abitudine contestare le attività della magistratura ne metterne in discussione le scelte – afferma – ma lo Stato deve metterci nelle condizioni di fare il nostro lavoro serenamente. Non chiediamo l’immunità o l’impunità, come abbiamo già scritto nell’appello del 2 marzo scorso, in occasione della vicenda che colpì Chiara Appendino, chiediamo solo di liberare i sindaci da responsabilità non proprie”. “Così – ribadisce – non è più possibile andare avanti. E se non è stato sufficiente un accorato appello al Governo e al Parlamento, sottoscritto da quasi 4mila sindaci italiani, per attirare l’attenzione di chi può e deve prendere provvedimenti su quanto sta accadendo, vorrà dire che sfileremo con le nostre 8mila fasce, costituendoci ”parte civica”, nell’aula di tribunale dove la SINDACA di CREMA dovrà forse un giorno presentarsi per difendersi da questa accusa. Saremo lì con lei, o con qualsiasi altro sindaco chiamato a difendersi da colpe che evidentemente non sono e non possono essere sue. Perché non è la SINDACA di CREMA oggi ad essere stata indagata – conclude – ma insieme a lei ci sentiamo tutti indagati. Primo o poi qualcuno dovrà rispondere quando l’Italia resterà un Paese senza sindaci”.

Concordiamo su ogni punto. Ma c’è un però. Al sindaco Decaro, all’Anci e a tutti i sindaci, chiediamo che si costituiscano parte civile contro uno Stato che trattiene più del dovuto, che non trasferisce le risorse raccolte attraverso le tasse. La libertà passa per l’autonomia economica, fiscale e per un sistema che non può scaricare sul territorio tutte le colpe, tutti i costi, tutti i disservizi e, da ultimo, persino gli incidenti scolastici. A quando una “rivoluzione” dei sindaci?

Monica Rizzi, Segretario organizzativo federale Grande Nord

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