Il canone Rai, perché devo pagare? In Svizzera scatenati contro la tassa tv

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRIcanone Rai

Nella civilissima Svizzera i cittadini si sono scatenati contro la tassazione (peraltro molto bassa) del canone TV. Hanno raccolto ben 100.000 firme, quando ne sarebbero bastate la metà. Immaginatevi che cosa succederà quando andranno al referendum. E il governo , volente o nolente dovrà obbedire al risultato.

Veniamo alla triste Italia

Qualcuno mi dovrebbe far capire, anzitutto, per quale motivo un cittadino deve essere obbligato a pagare un servizio che non chiede e non vuole, solo perché utilizza un servizio concorrente. E anche  solo se possiede mezzi (PC, Tablet) che POTREBBERO vedere la TV. A fronte di prestazioni, sempre televisive, che società private offrono gratis facendo bilancio  positivo, con i soli incassi pubblicitari.

Tassa e pubblicità

La RAI TV non solo vuole obbligare a pagare un canone, ma anche vuole incassare, e non poco, dalla pubblicità.

Pensate, a puro titolo di esempio ad un Floris e a un Santoro che prima di passare ad una televisione privata (La 7) hanno dichiarato che le loro trasmissioni si reggevano benissimo grazie agli introiti pubblicitari. Mi domando allora se il popolo italiano deve seguitare a mantenere una banda di sfaccendati, pagati profumatamente che producono programmi spesso al livello di quarto mondo e che, sfacciatamente, dichiarano di sostenere certi partiti.

La soluzione dei problemi RAI ci sarebbe, semplice e rapida: trasformare le reti RAI in reti a pagamento! Chi le vuol vedere le paga, in caso contrario  per chi non le vuole, vengono oscurate, come una qualsiasi pay TV. Dato che la cosa pur essendo semplice, non viene fatta, è lecito che  sorga più di un  dubbio.

1.- Se venisse applicata questa soluzione molte delle reti RAI (ad esempio RAI 3) sparirebbero per mancanza di utenti?

E’ certo, infatti, che per pagare e sentirsi assordare da programmi stupidi, falsi e smaccatamente faziosi  occorre essere ben corazzati.

2.-Se venisse applicata questa soluzione molti politici non sarebbero neanche interpellati per mancanza di audit, per scarsa conoscenza della lingua italiana, per inesistente consistenza degli argomenti trattati e per una logica da asilo infantile ?

Pensate quanti pagherebbero anche un solo euro per sentirsi le sbrodolate presidenziali.

Già non le sentono ora, immaginatevi davanti ad una possibile scelta a pagamento.

E non parliamo di personaggi come Benigni che non beccherebbe neanche in sogno le cifre che ottiene ora. E Celentano? Che ora riesce a fare il comico (che non è) pagato con la scusa di essere una persona seria.

Voi mi direte: e programmi come  Grande Fratello o l’Isola dei famosi trasmessi da Mediaset?

Certo sono programmi non  culturalmente esaltanti, ma non li vedo, se non voglio, e, sopratutto, non sono obbligato a pagarli.

3.-  Mi dicono: “ma puoi usare il telecomando se non vuoi vedere certi programmi!” Ma come sono buoni e generosi loro! “Soprattutto paga e poi fai quello che vuoi “

E allora?

Allora i dubbi cominciano a prendere ben più consistenza. E’ quasi certo che ai partiti al potere non interessa assolutamente il bene comune. E’ quasi certo che per mantenersi a galla hanno bisogno di avere appoggi da schiere di burocrati, tra cui, non ultimi, i funzionari RAI. E’ quasi certo che necessitano che questi burocrati trasmettano informazioni di comodo, ignorando tutto ciò che può diventare controproducente nei confronti di una salda tenuta di potere.

E’ pure necessario che i suddetti abbiano interessi economici di non scarso livello. Ecco pertanto l’indispensabile esigenza di incassare il massimo possibile a prescindere. A quando ci ribelleremo, magari anche pesantemente?

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2 Comments

  1. Oramai di italiani con le palle ne sono rimasti pochi, se pensiamo ai disoccupati, ai nuovo poveri, a coloro che non hanno casa, nessuno si ribella o va in piazza a contestare, immaginiamoci se si ribellano al canone rai. Quanti di voi hanno partecipato ad una assemblea di condominio, bene quello è lo specchio dell’italiano medio. Noi che abbiamo fatto il ’68, contestavamo tutto, all’ora, nonostante il boom economico , lavoro in abbondanza e case per tutti.
    Giorgio.

  2. hanno detto lorsignori al governo che è una tassa di possesso dell’apparecchio…cioè la paghi anche se non la usi…e così mascherano la pletora di raccomandati che vi installano ad ogni livello…non so quanto al massimo grado… è assurdo! con la tecnologia che c’è oggi potrebbero far pagare quello che ognuno si va a cercare, e non dicano che è impossibile perchè è lo stesso sistema col quale calcolano l’auditel di ogni programma… indecente!

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