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Il benzinaio difende la vittima: il coraggio diventa reato, l’istigazione a delinquere un diritto

di MARCELLO RICCIstacchio
“L’istigazione a delinquere è un reato previsto dall’art. 414 del vigente codice penale italiano: “chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più reati è punito, per il solo fatto dell’istigazione”. L’art. 115 del codice, ci dice che l’istigazione a delinquere, se non è accolta e seguita dalla commissione del reato, porta alla non punibilità dell’istigato. Affinché il fatto di istigare a delinquere sia penalmente rilevante, deve sussistere pubblicità nel comportamento di chi istiga. Se sussiste detta pubblicità, il fatto di istigare a delinquere diviene penalmente rilevante, anche se non è seguito dalla commissione del reato. Le pene previste dall’art. 414, sono le seguenti:
la reclusione da uno a cinque anni, se trattasi di istigazione a commettere delitti;
la reclusione fino a un anno, ovvero con la multa fino a euro 206, se trattasi di istigazione a commettere contravvenzioni.”
E’ quanto recita il codice penale, ma sorge il dubbio che non sia più applicato; il codice viene praticamente riformato, obliandone alcuni articoli (quando conviene) .
Mercoledì 5 u.s. si è udito, durante la trasmissione di Nicola Porro il “Virus delle idee” , incentrata sul tema della sicurezza, un sociologo e no-global, minimizzare i crimini contro le persone e la proprietà con lo stato di bisogno e il disagio sociale (anche le rapine in villa). Graziano Stacchio che difendendo se stesso e una giovane commessa di una gioielleria da un gruppo di rapinatori armati e violenti, ha sparato uccidendo un quarantenne, criminale incallito con una lunga fedina penale con reati gravi come rapine, sparatorie e tentato omicidio, non veniva apprezzato. Così stando le cose la morte del rapinatore rientra tra gli infortuni sul lavoro, rapinare era il suo mestiere. Il punto non è questo e nemmeno il paradosso che Graziano Stacchio sia indagato per eccesso di legittima difesa. Alcuni dicono che sia atto dovuto. Le virtù trasformate in peccato, il coraggio e l’abnegazione in colpa. Quel che si vuole sottolineare è la faccia tosta di chi , parlando del caso, ha criticato le ville protette da inferriate, porte blindate , sofisticati sistemi di allarme e cani, misure a suo dire, che recano offesa a chi è nel bisogno ( di delinquere n.d.r.).
Una parentesi , chi scrive, in un passato non lontanissimo, si trovava a Sidney in una stupenda villa piena di oggetti preziosi, che i proprietari dovevano chiudere per una lunga vacanza. Porte normali, finestre senza inferriate, un facile e invitante obbiettivo per i ladri. Alla domanda rivolta ai proprietari come proteggerete la vostra casa, l’immediata risposta: da chi ? chi ruba? Forse il sociologo, no-global è nato e vissuto in Australia ed è appena giunto in Italia.
E’ vero, chi in stato di estremo bisogno ruba una mela o un pezzo di pane non è punibile, ma rapinare , ferire e uccidere per mestiere non può trovare alcuna giustificazione. Uccidere per rapinare è giustificato dal disagio sociale, mentre difendere vita e proprietà è reato! Cribbio, evviva la sociologia!
L’imputazione per istigazione a delinquere, per chi pubblicamente scusa e vuol far passare come problemi sociali violenza, rapina, furto è o no, atto dovuto?

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