Il 50% dei poveri assistiti dalla Caritas è al Nord. E poi la Padania non deve chiedere l’indipendenza?

di Monica Rizzi e Roberto Bernardelli – I dati della Caritas non devono essere interpretati. Sono drammaticamente esplosivi. Certo, occorre spulciare qua e là perché non lo vedi subito, le torte con le ripartizioni devi prenderti la briga di trovarle nel depliant riassuntivo. Ma ci sono, eccome. E ci dicono che la maggioranza dei poveri assistiti con dedizione (e per fortuna c’è la Caritas, perché se aspettiamo il reddito di cittadinanza stiamo freschi, a riprova che i requisiti per ottenerlo penalizzano i padani) sono qui a casa nostra.

Poi però il 40 e oltre per cento del Pnrr va al Sud. E le politiche sono perennemente assistenziali. La crisi morde qui, come altrove, certo, ma nessuno lo dice a voce alta. Urlare “prima gli italiani” a cosa serve se non a discriminare? Poi non ci si venga a dire che chiedere l’autonomia e magari l’indipendenza è roba da ricchi, un egoismo, se non razzismo.

Onorevole Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord

Monica Rizzi, Responsabile organizzativo federale Grande nord 

 

 

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