Idea del governo: meno tasse per aziende che han crediti con le P.A.

di REDAZIONE

Il governo sta pensando di inserire nel decreto del Fare 2, in preparazione per i primi di settembre, la possibilità per le aziende che vantano crediti nei confronti della pubblica amministrazione di poterli compensare, almeno parzialmente, con il mancato versamento delle tasse. “Stiamo cercando di trovare un meccanismo per il quale le aziende possano compensare, almeno parzialmente, le imposte con i crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione”, ha spiegato oggi il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, nel corso del suo intervento al Meeting dell’amicizia di Rimini. Tuttavia non è entrato nel dettaglio.

Il suo dicastero sta, infatti, ancora lavorando sulla questione, “non semplice” da risolvere. “La difficoltà è che le tasse vengono pagate allo Stato ma non c’è un unico soggetto che ha debiti nei confronti delle imprese e dobbiamo quindi trovare un meccanismo”, ha aggiunto, ricordando che fino ad ora sono stati sbloccati 20 miliardi di euro e altri 20 miliardi saranno sbloccati entro l’inizio del prossimo anno con l’obiettivo di arrivare al 100% entro la fine dell’anno prossimo.

Il decreto 35, varato a inizio aprile dal precedente governo di Mario Monti e convertito in legge a giugno, prevede di liquidare alle imprese quasi 40 miliardi nell’arco di 12 mesi. Peraltro a fine luglio il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, aveva annunciato in Senato che a settembre il governo potrebbe definire i termini per liquidare alle imprese altri 10 miliardi oltre ai 20 già previsti nel secondo semestre del 2013, portando quindi il totale a 50 miliardi nell’arco di 12 mesi.

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4 Comments

  1. Che scaretà di panzane. E intanto pare che lo stesso ministro del sottosviluppo abbia istituito alla chetichella un ufficio pubblico inutile a padova, per collocarci un suo servo

  2. Gli altri?
    Che paghino, accumulando eventualmente crediti nei confronti del fisco.
    Poi, si vedrà.

    Dementi in ogni occasione.

  3. La solita italianata.
    Che ci fossero i soldi per le imprese non ci credeva nessuno, e personalmente avrei creduto che lo Stato pagava i suoi debiti solo quando materialmente i soldi fossero stati consegnati alle imprese, non solo annunciati.
    La cosa comica è questa: si parlava di ripresina (ah ah ah) principalmente stimolata dai soldi rimborsati dallo Stato. Lo Stato paga i suoi debiti, le imprese allora pagano le imposte per le fatture emesse allo Stato e si otteneva uno stimolo virtuale al PIl (virtuale perchè o i soldi per le imprese provenivano da tagli di spesa oppure se invece arrivavano da maggiori tasse o debito pubblico l’aumento del PIl odierno comporta una maggiore decrescita futura).
    I soldi non ci sono, neppure finti. Ed ecco la pensata: compensarli con imposte. Quindi stimolo al PIL pari a zero, le aziende in perdita per la crisi difficilmente potranno compensarli e magari nel frattempo sono pure già chiuse o fallite quindi proprio impossibilitate.
    Pensavo che fosse tratto da “Cronache marziane” invece queste belle pensate sono state fatte sul pianeta terra. Da terrestri.

  4. E’ curioso come sono tanto bravi a sapere quanto tu devi a loro, quanto incompetenti nel quantificare il contrario e quindi fare la differenza.

    Proprio vero che hanno tanto bisogno di trovare non noi altri, pacioni, ma altra gente meno disposta alla sottomissione e le stronzate.

    Mi sta venendo voglia di fare il tifo per la kyenge…

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