I vampiri di Befera in allarme: due famiglie su tre sono in bolletta

di FABRIZIO DAL COL

Sono stati resi noti dalla Confcommercio i dati economici che riguardano i consumi degli italiani  nel mese di settembre che, se confermati anche per l’’ultimo trimestre dell’anno, potrebbero compromettere seriamente la sopravvivenza di parecchie attività commerciali al dettaglio del comparto alimentare. A sua volta la CIA, la Confederazione nazionale agricoltori, dopo un attento studio su  tutti quegli indicatori economici che riguardano i cibi e le bevande, lancia un grido di allarme: il tracollo a settembre della voce cibo e bevande è l’ennesimo segnale di una situazione che è giunta al limite.

Sale la preoccupazione sulla condizione economica delle famiglie, soprattutto in vista delle scadenze fiscali di fine 2012. “Oggi due famiglie su tre riescono ad arrivare a fine mese – sottolinea la Cia – solo con tagli radicali sugli acquisti, compresi quelli alimentari”. “E’ un dramma che sottolineiamo da tempo – conclude la Cia -, la conseguenza del progressivo calo di potere d’acquisto e reddito disponibile da un lato e inasprimento fiscale dall’altro. Se non si prenderanno presto provvedimenti per sostenere i consumi e aiutare le famiglie, ad esempio riducendo gli oneri fiscali, l’Italia non uscirà mai dal tunnel della crisi”. E mentre le associazioni di categoria analizzano i dati  sui consumi degli italiani relativi al settore alimentare, il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera preferisce far calare il silenzio sull’intera questione. Chi tace acconsente, ed Il suo silenzio non fa altro che  confermare l’inadempienza e l’immobilismo del suo governo su  quei provvedimenti legislativi riguardanti il comparto alimentare necessari a favorire la crescita,  provvedimenti che si sarebbero dovuti i applicare fin dall’estate scorsa e che invece non si sono voluti nemmeno prendere in considerazione.  Una situazione, quella sopra citata, che renderà ancora più difficile un eventuale intervento del governo il quale, dato il poco tempo a disposizione da qui a fine dell’anno, difficilmente potrà redigere quel provvedimento d’urgenza necessario a risolvere questa questione spinosa e alla quale non si è voluto invece dare la priorità che avrebbe meritato.

Nel frattempo all’Agenzia delle Entrate, già impegnata a quantificare l’ammontare delle entrate tributarie più importanti e corpose di fine anno, stanno invece già arrivando le richieste di rinvio del pagamento dei contribuenti  previsto entro la fine di novembre. Infatti, entro questo mese scade il termine per il pagamento delle imposte relative all’anticipo sui redditi dell’anno corrente e stante la situazione che si è venuta a creare, la maggior parte dei contribuenti ha già deciso di optare per un pagamento complessivo con il saldo del mese di giugno. Alla luce di quanto sopra e con l’approvazione dell’assestamento di bilancio in vista, la ragioneria generale dello Stato si vedrà costretta a ricalcolare i dati relativi alle entrate tributarie di cui sopra. Con la fine dell’anno sarà anche evidente a quanto ammonteranno quei contribuenti che, impossibilitati oggi a far fronte alle scadenze a causa della crisi economica che continua a mordere, potrebbero poi ritrovarsi con il perdurare della sudetta crisi, a non essere in grado ad onorare i loro impegni con la scadenza di giugno. Ecco perché diverrebbe ora necessario un intervento a sostegno delle imprese, un impegno che invece come sempre, sarà precluso dal governo che continua imperterrito ad applicare il rigore finanziario, compromettendo così ancora una volta quella ripresa economica oggi fondamentale a far ripartire l’intera economia.

 

 

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