I nuovi maghi della politica con ricette miracolose

di FRANCESCO FORMENTI*

In tutti i partiti, senza alcuna distinzione, sta venendo alla luce una nuova figura politica forse mai realmente scomparsa ma soltanto provvisoriamente messa in un angolo, il mago.

Secondo le interviste che rilasciano ai quotidiani ognuno di questi ha una propria ricetta per risolvere i problemi che attanagliano i cittadini ed assediano le istituzioni.

Si va dalla legge elettorale alla “ius solis”, dagli esodati ai senza reddito, dal credito alle imprese alla riforma della giustizia e altre amenità più o meno importanti.

Dietro le sigle che evocano un futuro tenebroso tipo la Tares, l’Imu, l’Irap, l’Iva, come se non bastassero, il ministero dell’economia ha manifestato l’intenzione di dare ai comuni la facoltà di introdurre una fantomatica “service tax” che, secondo un calcolo veloce, aumenterebbe il loro gettito di due miliardi di euro e che al momento taciterebbe i sindaci incazzati e sul piede di guerra.

Per ognuna di queste operazioni, di vitale importanza per la sopravvivenza dell’attuale esecutivo, i nuovi maghi hanno una loro particolare ricetta; come fossero dei novelli alchimisti ognuno aggiunge o toglie questo o quell’articolo, aumenta o diminuisce la tale percentuale e cassa o aggiunge il comma più o meno indispensabile, il tutto per alimentare false speranze e produrre inutili illusioni.

A fronte di tutto questo noi di Indipendenza Lombarda non abbiamo la ricetta magica, non ci sentiamo dei nuovi maghi, ma essendo normali cittadini che, come tutti gli altri, partecipano giornalmente alla battaglia della sopravvivenza, diciamo basta.

Non ne possiamo più di una situazione che ci sta logorando lentamente ma inesorabilmente.

E’ solo di pochi giorni fa la notizia che l’ Italia detiene il primato mondiale del gettito fiscale con il 54%, dove vogliamo arrivare? Forse c’è un campionato interstellare da superare?

Se così fosse i cittadini lombardi farebbero meglio a guardarsi intorno e sciegliere tra le poche vie d’uscita rimaste, tra queste quella dell’indipendenza.

Tante volte, forse troppe, si è parlato di indipendenza, alcune a sproposito altre senza contenuti ma tutte con un fine comune: la separazione dall’attuale configurazione statale.

Nuove leggi, rapporti diversi tra popolo e Stato, non più imposizioni, soprattutto economiche, ma una libera scelta dei cittadini di contribuire alla spesa generale con aliquote prefissate, con un tetto massimo predefinito, il contenimento della spesa attraverso la soppressione degli sprechi, degli enti inutili e della cattiva gestione delle risorse.

Dobbiamo smetterla con il “tutto è dovuto”, i diritti e la libertà nessuno te li regala, vanno conquistati.

*Indipendenza Lombarda

 

 

 

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6 Comments

  1. Inutile lamentarsi.
    Prelevare tutti i soldi da conti e libretti.
    Vendere tutti i titoli ed azioni italiani.
    Cessare immediatamente il versamento di tasse.
    Non acquistare titoli di stato europei.
    Aprire un conto presso una banca in un paese extra-Ue, e drenarvi una parte dei propri risparmi.
    Acquistare un poco di lingottini di oro.
    Licenziare e chiudere ogni attività in italia.
    Liquidare proprietà immobiliari.
    Delocalizzare, e investire fuori europa.
    Insegnare a figli e giovani a guardare all’estero, per il proprio futuro.
    Ciao, ciao, italia.
    E basta lamenti, tanto nessuno ascolta.

  2. >> ai comuni la facoltà di introdurre una fantomatica “service tax” che, secondo un calcolo veloce, aumenterebbe il loro gettito di due miliardi di euro e che al momento taciterebbe i sindaci incazzati e sul piede di guerra.

    Vorrei un attimo capire. L’anno scorso monti ha fatto convogliare tutte le tesorerie comunali a roma e di fatto le ha messe sotto chiave.
    Un comune che allo stato attuale aumenta vecchie tasse o ne introduce di nuove, recupera vecchie evasioni o realizza delle entrate organizzando degli eventi, quali garanzie ha che potrà poi utilizzare questi soldi per fare veramente qualcosa ?
    Più che i sindaci incazzati, mi sa tanto che dovranno guardarsi dai cittadini…

  3. Vediamo se dà l’idea comportamentale dei nostri governi nel gestire l’Italia.Non è più strutturata per assomigliare all’olmo od a una delle nostre piante autoctone. Penso che l’icona sia diventata una mangrovia. Le radici sporgenti per adattarsi ai vari cicli economici che non è in grado di controllare. Il fusto che determina il flusso delle : Comunicazioni,regolamenti,gestione del denaro ecc.affichè l’organismo Italia sopravviva e/o si sviluppi. Rami e rametti(comuni) con foglie che rappresentano il nostro operare per vivere. Oggi godiamo lo strumento telematico che ci permette di comunicare ed operare in forma completa tra noi ed in parte,purtroppo,con il nostro socio (economicamente,senza togliere nulla alle istituzioni) Stato. Noi, democraticamente, stiamo accettando che esistano ancora tutta una serie di strutture esterne al fusto. Strutture che gestiscono ancora con il mezzo cartaceo i nostri atti con lo Stato. Questà modalità non razionale,e non trasparente. è all’origine delle nostre vicissitudini, creano tutti i nostri,alla fine falsi, problemi che siamo costretti giorno per giorno a prestare attenzione e discuterne il più delle volte a vuoto, la maggioranza “sente”che non cambia nulla.
    Per chi ha il coraggio di questa “utopia?” Quando?…
    https://secure.avaaz.org/it/petition/Eliminare_gli_abusi_di_potere_nelle_PMI/

  4. Bell’ articolo, che tradotto in poche parole, visto che l’ autore è o dovrebbe fare politica, è della serie: “vai avanti te che mi vien da ridere”.

  5. Io sono l’idea che l’unica cosa da promettere e mettere in programma è la Svizzera.
    Adottare la sua costituzione, le sue leggi, la sua fiscalità.
    Nessuno potrà contestare che in Svizzera si viva meglio, che se loro ce la fanno ce la possiamo fare anche noi, che le loro leggi siano collaudate (se non sbaglio hanno già cambiato 4 volte la costituzione a partire dal 1800), funzionanti, voglio vedere chi possa criticare la cosa.
    Certo che poi vorrà dire avere un rapporto di dipendenti pubblici uguale (300.000 per 8 milioni di abitanti) autostrade a 40€ all’anno, pochissime spese per la Presidenza della Repubblica (non esiste, il compito viene svolto a turno), referendum propositivi anche su materie fiscali (voglio vedere l’Imu, l’Irap, gli Studi di settore, il redditometro, lo spesometro, il canone Rai che fine faranno…) ed una legge rigorosa sull’immigrazione.

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