I miei conterranei veneti sono “rivoluzionari da salotto”

di SANDRO MIGOTTO

Leggo su questo giornale un articolo – il sondaggio  che attesta al 46% la volonta’ indipendentista del Nord Italia – : non mi sorprende. Nonostante i mass media presentino Monti come il grande riformatore, in realta’ ci sta pilotando verso il default. Dopo oramai parecchi mesi del suo Governo che ha colpito duramente tutti (parlo del Nord, ovviamente), il debito pubblico non e’ calato, lo spread si attesta a valori pre-Monti, la disoccupazione sale e non si intravede un barlume di ripresa, gli investimenti sono inesistenti. Siamo agli occhi del mondo quasi (ma e’ solo questione di tempo, giorni o al massimo mesi) spazzatura, come la Grecia, come sta avvenendo in Spagna. A settembre ne riparliamo, credo purtroppo di essere ancora ottimista, in realta’ saremo sotto la spazzatura. L’indipendenza oramai e’ necessaria per la nostra sopravvivenza.
Non sono sorpreso certo, visto che vivo e sento quotidianamente gli umori della gente, che la stragrande maggioranza, a mio avviso sopra il 50% dei veneti, vorrebbe l’indipendenza. Ma stranamente ne’ il partito che per un ventennio ha avuto la delega in bianco (maledetti traditori) per curare gli interessi del Nord, ne’ tantomeno i partiti indipendentisti non riescono a raggiungere neanche una frazione di questo 46%. Ecco l’oggetto di questo mio articolo: come mai succede questo?
A mio avviso, semplicemente l’idea del partito classico a struttura piramidale e’ morto. Troppe sono le delusioni che questo tipo di struttura ha dato (delusioni e’ un eufemismo). Non ci crede piu’ nessuno. Mi sconvolge l’idea che a tutt’oggi vi siano partiti indipendentisti che corrono a elezioni italiane, che continuino a creare filiali. Ma ci presentiamo solo alle comunali, provinciali e regionali (e gia’ e’ tragico)…dicono. In realta’ stanno preparando cartelli elettorali per le prossime nazionali. C’e’ addirittura il rischio che un paio di questi capetti vengano eletti. Non chiedetemi con chi si alleeranno. Ma dureranno il tempo di un battito d’ali di una farfalla, perche’ non hanno un progetto percorribile, perche’ non hanno uno straccio di idea, perche’ sono in ritardo di venti anni e perche’ mirano solo a interessi personali.
Poi c’e’ un secondo motivo. Addirittura piu’ importante di quanto sopra  scritto. Ho spulciato quali sono gli articoli pubblicati da L’Indipendenza che risultano piu’ letti: uno di Facco su cosa fare con i soldi che avete (quasi 10.00 view), un articolo di Chiavegato su cosa fare se vi ferma la Gdf (quasi 5.000 vieuw), l’articolo sulle coppie di scambisti a Noventa di Piave (Ve) . Ergo, a parte l’ultimo che ho citato (ma comunque e’ sorprendente, visto che non siamo su Novella 2000 o giornale similare), gli altri parlano non di politica ma di schei: il primo ed unico motore di qualsiasi rivoluzione. D’altro canto, e adesso parlo del Veneto, realta’ che conosco bene, e’ qui siamo in un mondo profondamente conservatore, che per sua indole mai si mette contro l’autorita’ costituita. La prova la avete avuta tutti qualche giorno fa con l’ultimo balzello italiota, ovvero l’IMU: bestemmie a non finire, ma tutti in coda a pagare. Finche’ ci sono tre pasti al giorno, non si fanno rivoluzioni. Ma mi sa che i tre pasti al giorno stanno per finire.
Cosa fare quindi? A mio avviso c’e’ un solo modo. Ridare alle persone il diritto sacrosanto di decidere sulle loro vite e sui loro averi. Eliminare i partiti. Per raggiungere l’indipendenza non servono. Dobbiamo ripartire dai Comitati cittadini, senza gerarchie ne’ capi. Di recente ho commentato un documento di UPV, ovvero “la violenza come base di ogni diritto”: non me la sono sentita di criticare gli autori o invitarli, come fino a ieri avrei fatto alla non violenza, alla via pacifica e legale per l’autodeterminazione: dopo venti anni di battaglie per l’indipendenza, il mio ed il vostro risultato e’ zero. Forse questi ragazzi fanno bene a seguire le loro idee.
Oggi abbiamo la fortuna di avere un megafono mediatico, ovvero il giornale che mi ospita. Ma e’ mai possibile, cari lettori veneti del presente giornale, che con la coda tra le gambe paghiate tutte le puttanate che lo Stato vi impone e non contribuire a far vivere un giornale dove potete liberamente esprimervi? Adesso ve la dico tutta:  siete dei vigliacchi.
Sono saltato di palo in frasca semplicemente per invitare tutti ad una assunzione di responsabilita’. I sondaggi, le persone: tutti a parole vogliono l’indipendenza. Ma pochi hanno i coglioni per mettere idee, faccia e nome su quello che fanno. Forse, cari Veneti, vi meritate quello che avete, smettetela di piagnucolare o di darmi la pacca sulla spalla per compiacermi. Mi ha dato parecchio fastidio che la maggior parte dei commenti ad un mio articolo di qualche giorno fa sulla Merkel e la possibilita’ che la Germania fagociti politicamente ed economicamente l’UE , siano stati del tenore “magari… meglio la Merkel all’Italia”. Come se la Merkel venisse qua a fare beneficenza. In realta’ questo dimostra l’incapacita’ della gente a prendere decisioni. Hanno sempre bisogno di un capo, di un faro, sono terrorizzati a decidere da soli per il loro destino. Meglio lo faccia qualcun altro…

Adesso se volete che io ed altri continuiamo a lottare dovete essere presenti. Non cerchiamo gloria o soldi e questo lo avete ben compreso. Dobbiamo capire se il Popolo Veneto e’ sufficientemente maturo per essere ’indipendente. Se non avro’ concrete risposte, io all’estero una casa gia’ ce l’ho. E quando, se succedera’, me ne andro’ definitivamente, non avrò alcun rimpianto.

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