I magistrati giudicano, sbagliano ma non vogliono farsi giudicare e pagare

di REDAZIONEgiustizia

“Condivido le argomentazioni dell’Anm sulla legge sulla responsabilità civile dei magistrati. Penso che ci siano delle parti pericolose, insidiose, in particolare per quanto riguarda la cosiddetta clausola di salvaguardia dell’attività interpretativa e di ricostruzione del fatto da parte dei magistrati. La legge approvata ieri mina la serenità del magistrato e rischia di tradursi anche in un indebolimento della lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata”. Così il membro del Csm Piergiorgio Morosini, a Palermo per ricordare l’avvocato Enzo Fragalà ucciso 5 anni fa, commentaVA all’Adnkronos la legge approvata dalla Camera. “Al di là di quelli che possono essere i risvolti individuali per il singolo magistrato – prosegue Morosini – il problema è la qualità delle risposte alla collettività. È giusto applicare anche ai magistrati il principio del ‘chi sbaglia paga’ ma attenzione alle norme sulla responsabilità civile perché alcune rischiano di produrre danni al sistema penale”. “Mi auguro – conclude – che ci sia un intervento su questo versante perché è un punto molto delicato e che per altro non era affatto richiesto dalla Corte europea che ci metteva in mora sul tema della responsabilità civile”.

E al cittadino vittima di errori giudiziari, di lentezze burocratiche condannate ogni anno dalla corte dei diritti dell’uomo, al cittadino “pezzente” nessuno pensa mai?

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