I guai della Finanza internazionale e la voglia di guerra americana

di LEONARDO MAGRINI

Da quando il mese scorso i ministri delle Finanze europei hanno adottato lo schema del prelievo forzoso (bail-in) per colpire azionisti, obbligazionisti e depositi bancari, l’intero sistema finanziario monetarista che fa perno sulla City di Londra e Wall Street è spacciato. Dal punto di vista oligarchico, il modo per evitare un default inevitabile è provocare una guerra che consentirà ai vincitori di cancellare la massa di debito impagabile in una riorganizzazione post-bellica. Per questa ragione la NATO ha chiuso tutti i canali di collaborazione con la Russia, accelerando così la prospettiva di uno scontro militare strategico.

Allo stesso tempo, il Presidente Obama si sta muovendo per spingere i rapporti con la Cina lungo la stessa china. Durante un’audizione al Congresso la scorsa settimana, il sottosegretario USA per l’Asia ed il Pacifico Daniel Russel ha minacciato direttamente la Cina di rappresaglie se dovesse intraprendere passi che vadano nella direzione del “modello Crimea” nelle isole disputate nel Mar della Cina. Dietro ordini della Casa Bianca, il ministro della Difesa USA Chuck Hagel ha annunciato che due nuovi cacciatorpediniere americani dotati di sistemi di difesa missilistica Aegis verranno dispiegate in Giappone nel 2017, stringendo così il laccio di contenimento intorno alla Cina. Il dispiegamento punta chiaramente alla Corea del Nord, ma Pechino lo leggerà come parte di un disegno per creare un’alleanza contro la Cina nell’Asia e nel Pacifico. Al contempo, gruppi di opposizione a Taiwan continuano a inscenare violente provocazioni che mirano allo scontro ora che i rapporti tra Cina e Taiwan si erano sviluppati nel senso della riconciliazione ed eventualmente della riunificazione.

Simultaneamente, un cacciatorpediniere americano dotato di sistemi ABM Aegis è stato dispiegato nel Mar Nero non lontano dalla base navale russa di Sebastopoli in Crimea. Al vertice della NATO della scorsa settimana, sono stati interrotti tutti i collegamenti con la Russia, incluso il Consiglio NATO-Russia. A Washington, il Presidente Obama ha annunciato che tutta la cooperazione strategica con la Russia a livello militare e strategico è stata interrotta. E’ stato annullato tutto il lavoro sulla difesa anti missili balistici in Europa, ed è stata interrotta perfino la cooperazione della NASA con la Russia su questioni vitali quali la difesa dagli asteroidi. Di solito si interrompono tutti i canali di comunicazione ufficiali alla vigilia di una guerra. Indicando la prontezza russa a rispondere alle mosse americane e della NATO, il Presidente Putin ha ordinato manovre strategiche da parte di unità dotate di armi nucleari, che impegneranno oltre 10.000 forze speciali.

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha offerto a John Kerry una proposta per disinnescare la crisi ucraina. Ma il Presidente Obama, comportandosi come vero agente della City di Londra e di Wall Street, non è disposto ad accettare una soluzione diplomatica razionale. Lyndon LaRouche ha chiarito il punto: se il sistema finanziario entra in fase di disintegrazione con il prelievo forzoso e i salvataggi bancari, affonderà con lui tutto il sistema oligarchico e verrà spazzato via il potere dell’Impero. Se riuscirà a provocare la guerra prima del crac finanziario, il debito potrà essere cancellato a condizioni di guerra, e l’impero sopravvivrà. Se il crac finanziario si verificherà prima, il sistema oligarchico transatlantico è spacciato. Questo è il motivo per cui il mondo si trova oggi sull’orlo di una guerra termonucleare. Per scongiurare il pericolo, Lyndon LaRouche ha sottolineato che il Presidente Obama deve essere destituito dall’incarico immediatamente. E in Europa e negli Stati Uniti il sistema finanziario attuale, ormai spacciato, dovrà essere eliminato in modo ordinato e sostituito da un sistema di tipo Glass- Steagall.

*Movisol, Executive Intelligence Review

 

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5 Comments

  1. Il capostipite dei Rothscild diceva nel lontano 1773!
    “La nostra politica è quella di fomentare le guerre,ma dirigendo Conferenze di Pace,in modo che nessuna delle parti in Conflitto possa avere benefici.-Le Guerre devono essere dirette in modo tale che entrambi gli schieramenti,sprofondino sempre più nel loro debito,e,quindi, SEMPRE più sotto il nostro Potere”

    Amschel Mayer Rothscild. (1773 )

  2. Da molti anni sostengo che il valore del dollaro americano è sostenuto dagli eserciti che “esportano la democrazia”. Esportare la democrazia è vitale per le terga delle oligarchie mondiali, soprattutto per quelle americane.

    • Il valore del dollaro non e’ cosi’ forte in fin dei conti, rispetto a marco e yen sul lungo periodo mi sembra si sia complessivamente svalutato, e lo stesso e’ accaduto con l’Euro. Gli USA hanno inoltre storicamente esercitato pressioni politiche e hanno raggiunto accordi con Giappone e Cina per _svalutare_ il dollaro, rispetto a monete con cambio in parte manipolato da quei due Paesi.
      La diffusione del dollaro nel mondo dipende secondo me dalla confidenza che storicamente la sua svalutazione e’ stata limitata (rispetto alla media mondiale delle altre valute) e che rimane realistico convertirlo sia in altre valute sia in beni e servizi USA anche nel medio e lungo termine. Il dollaro “forte” permette agli USA iniettare liquidita’ specie in periodi di crisi senza eccessiva inflazione. Ma il dollaro “forte” danneggia le esportazioni USA e alimenta il grande deficit estero degli USA, quindi dubito ci sia un interesse USA ad aumentare la forza del dollaro rispetto alle altre valute.

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