I costituenti del soggiorno obbligato

di GIULIO ARRIGHINI*

Tra la Bindi-antimafia e Cecilia Malmstroem che sanziona l’Italia sull’immigrazione, ce n’è che basta e avanza.

La Rosi è una donna per tutte le stagioni, figlia della migliore generazione democristiana, per nulla appassionata al Nord, figuriamoci che sensibilità potrà avere nel gestire l’infiltrazione congenita della mafia a casa nostra, quella arrivata dai suoi predecessori con il soggiorno e il confino obbligato che ha iniziato a ramificare la metastasi che oggi paghiamo a caro prezzo.

Vengono a curare il male quelli che l’hanno inoculato. E che quando si parlò persino di un Pd del Nord, declinato alla questione settentrionale, non  fecero altro che ostacolarne la nascita, lo sviluppo, ponendosi di traverso nel dialogo. Era ed è inconcepibile per i vecchi democristiani pensare che al Nord vi possano essere partiti diversi con a cuore, magari, la soluzione del problemi padani. Partiti non dico indipendentisti, ma con una forte spinta autonomista. Forse, partendo da questa base comune, comunemente si potevano affrontare le emergenze del paese, difendere da Roma le nostre garanzie e trattare fiscalmente la nostra autonomia con i ladroni ministeriali romani. Nulla di tutto questo, e chi lo poteva o doveva fare, perché rappresentativo di un consenso popolare in Padania, ha preferito altre alleanze e altri percorsi. Fine della storia.

Ora, davanti all’antimafia democristiana del soggiorno obbligato, possiamo sperare che vi sia una via di fuga dall’immigrazione clandestina? No, sono bastonate anche lì.

Ieri non a caso in una intervista al Corriere della Sera Roma, il commissario europeo agli affari interni, Cecilia Malmstroem, sulla vicenda di Lampedusa, dice che “Questi tragici eventi chiedono risposte immediate a livello nazionale ed europeo”, ma….  “a livello nazionale, gli Stati hanno la responsabilità di controllare i confini e soccorrere le barche in difficoltà, adempiendo alle leggi internazionali”. E aggiunge: “Ricevono fondi e assistenza dalla Ue, per farlo. Nel 2007- 2013, per esempio, lItalia ha avuto 478 milioni per gestire i flussi migratori e dellasilo, e 136 milioni in fondi speciali per la gestione speciale dei confini”.

Bene. Lo dica alla compagna dell’antimafia-Bindi, la Kyenge, e lo dica ai santoni della solidarietà: pattugliare, difendere i confini. Signora Cecilia, noi prendiamo per buone le sue parole.

Poi, i padri  costituenti del soggiorno obbligato, spieghino come mai l’Italia è anche maglia nera dell’Unione europea in fatto di rispetto delle regole comunitarie. Un primato testimoniato dalle 99 procedure di infrazione, il numero più elevato in tutta l’Ue. Quasi tutte risalgono al 2012.

Il Pd governante dell’antimafia e dell’immigrazione solidale e il Pdl leghista dell’anno prima hanno saputo far peggio  di Lettonia e la Lituania, Estonia (24). Nel 2012 i paesi più bravi sono stati Estonia (5 casi), Paesi Bassi e Svezia (6).

Signora Bindi antimafia, in soggiorno obbligato vogliamo mandarci i vostri costituenti , magari?

* segretario Indipendenza Lombarda

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