I 5 Stelle verso la fine. Si sono mandati a vaffa da soli

“La crisi dei 5 Stelle non nasce oggi, né lo scontro tra CONTE e Grillo è la causa, semmai è una conseguenza. La crisi dei 5 Stelle viene messa a nudo quando sono andati al governo per la prima volta: con la Lega e poi col Pd. Lì è stata definitivamente svelata la loro totale mancanza di identità politica”. Lo dice all’Adnkronos il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, ex esponente del M5S. “Il Movimento è un partito senza identità, non è di destra o di sinistra perché non poggia su alcun valore fondante, se non quello unico della protesta, cioè il Di Battista pensiero. Grillo è un padre padrone da sempre, e da sempre è inaffidabile: lo si scopre solo oggi? Chi insegue i 5 Stelle sul campo delle alleanze e dell’unità politica non si è ancora accorto che sta inseguendo un fantasma. CONTE oggi può fare una cosa che sostenevo qualche anno fa: liberare il Movimento 5 Stelle da se stesso”, conclude Pizzarotti.

Il giorno dopo il durissimo post di Beppe Grillo (Giuseppe CONTE “non ha né visione politica, né capacità manageriali” ha affermato il Garante M5S, indicando la consultazione in rete sulla Piattaforma Rousseau degli iscritti al Movimento 5 Stelle per l’elezione del Comitato direttivo,) l’ex premier replica uscendo di casa, in tenuta sportiva. “Mai indietro” risponde CONTE a chi gli chiede se ora guarderà avanti, per poi spiegare che le parole di Grillo sono state una delusione “non tanto e non solo per me, questa svolta autarchica credo sia una mortificazione per un’intera comunità che io ho conosciuto bene e ho apprezzato di ragazzi e persone adulte, che hanno creduto in certi ideali. E’ una grande mortificazione per tutti loro”.

Mentre i gruppi parlamentari sono in subbuglio, e l’unità del Movimento è a serio rischio, il reggente Vito Crimi esce allo scoperto in un post su Facebook: “Beppe Grillo ha indetto la votazione del comitato direttivo impedendo una discussione e una valutazione della proposta di riorganizzazione e di rilancio del Movimento 5 Stelle alla quale Giuseppe CONTE ha lavorato negli ultimi mesi, su richiesta dello stesso Beppe. Pur rientrando fra le sue facoltà indire la votazione, non concordo con la sua decisione. Il voto, tuttavia, non potrà avvenire sulla piattaforma Rousseau, poiché questa è inibita al trattamento dei dati degli iscritti al Movimento. Inoltre, consentire ciò violerebbe quanto disposto dal Garante della Privacy. Gli avvenimenti di questi giorni, in particolare delle ultime ore, mi inducono ad una profonda riflessione sul mio ruolo nel Comitato di Garanzia e sulla mia permanenza nel Movimento. Manterrò le mie funzioni per il tempo utile a consentire gli adempimenti necessari allo svolgimento delle prossime consultazioni”.

Sul fronte delle alleanze la crisi però si apre eccome.  La ‘crisi’ tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte “secondo me non e’ una cosa buona. A livello nazionale non mi sembra una cosa buona per la mia parte politica, il centrosinistra. Mettere insieme il 40 per cento sara’ ancora piu’ complesso”. Cosi’ il sindaco di Milano Giuseppe Sala, a margine della cerimonia del premio Campione, commenta quanto sta avvenendo nel Movimento Cinquestelle. “Non e’ certamente una cosa positiva. Ovviamente – rimarca – mi riferisco piu’ a livello nazionale, posto che a livello milanese ho sempre detto che era meglio correre ognuno con la propria squadra e distanza”.

 

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