Hollande bollito. La stampa tedesca: Francia sull’orlo della rivolta

di GIORGIO CALABRESI

Da tutta la stampa tedesca arriva un fuoco incrociato su Francois Hollande, considerato superato dagli eventi e incapace di reagire alle tante crisi con la necessaria autorita’. Sotto il titolo “Persona sbagliata all’Eliseo”, lo Spiegel sottolinea che “in Francia tira aria di crisi, i contadini sono pronti a salire sulle barricate, gli imprenditori si rifiutano di versare i contributi sociali, le squadre di calcio minacciano lo sciopero contro la supertassa per i ricchi”, con il risultato che il presidente francese “perde credito e autorita’”.

 Il settimanale di Amburgo, vicino all’area progressista, disegna un quadro fosco della situazione francese, con “un governo in continua polemica al suo interno, partito socialista e Verdi in lite, cittadini inferociti per la crisi, dipendenti che per paura di perdere il posto di lavoro occupano le fabbriche, prendono in ostaggio i manager o minacciano di far saltare in aria i macchinari”, mentre “il governo reagisce ogni volta con un affrettato cambiamento di rotta e con una ritirata”. Lo Spiegel aggiunge che Hollande, “invece di presentarsi come una guida energica e con una visione di svolta di sinistra, appare debole e privo di iniziativa”: “Dopo sette mesi di presidenza ha quasi perduto del tutto la sua autorita’”. Ancora piu’ netta la critica del conservatore Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz), che sotto il titolo “Francia ingovernabile” parla di un Paese “sul bordo della rivolta”, mentre “i ministri litigano in pubblico tra loro, nel governo non c’e’ disciplina, ne’ si intravvede una linea politica. Hollande e’ il presidente piu’ impopolare di tutti i suoi predecessori, il suo primo ministro Ayrault ha perso ogni autorita’”. La Faz scrive che Hollande “ha vinto le elezioni con un programma assolutamente utopistico, promettendo che la Francia sarebbe uscita dalla crisi con una crescita sostenuta dallo Stato e finanziata con imposte piu’ elevate per i ricchi”. La conclusione del giornale e’ che “della crescita non c’e’ traccia, tasse e tributi sono aumentati considerevolmente anche per le persone normali”, mentre “contadini e camionisti protestatari hanno indossato il copricapo giacobino. Si respira aria di rivolta”.

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