Ho tifato Italia e il merito è tutto di Cesare Prandelli

di TONTOLO

So che mi inseguiranno gli strali di tutti gli indipendentisti duri e puri che ritengono come la loro posizione politica contro l’Italia debba passare anche attraverso l’espressione calcistica, e dunque se proprio sono appassionati di calcio, devono forzatamente tifare contro la Nazionale italiana per naturale traslazione. Ebbene, io che non sono uno sfegatato del pallone, essendo cresciuto, sportivamente parlando tra pallacanestro e ciclismo (per la cronaca sono stato un gimondiano di ferro e i miei più fieri avversari erano i mottiani), ieri sera ho gioito per la vittoria dell’Italia pallonara. Non ho simpatia particolare per gli “eroi” superpagati e spesso viziati della pedata nostrana (a parte forse per Balotelli, in quanto politically scorret), e di alcuni di loro ho collegato il nome a una faccia solo in occasione di questi Europei, ma invece mi piace assai il loro allenatore, il bresciano Cesare Prandelli. Mi sembra una persona con la dignità di chi ha sofferto parecchio, misurata, tranquilla, ma determinata e convinta del fatto suo. E poi, scusate, mi pare abbia dato un fior di carattere a questo gruppo probabilmente non eccelso e anche un gioco piacevole. Questo mi basta per dire che la nazionale di cesare Prandelli mi piace. E detta anche tutta, l’arroganza dei crucchi mi è sempre stata un po’ sulle balle, senza tirare in ballo la Merkel e le sue posizioni.

Quindi indosso l’armatura (per difendermi dagli strali di amici e nemici) e mi accingo a tifare Prandelli anche contro la mia amata Spagna, espressione del Paese che più amo e che più ho frequentato in vita mia! (Sia chiaro, per chi non l’ha capito, in questo caso lo “scemo del villaggio” sono io e solo io…).

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